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ARTICOLO ORIGINALE   

La Rivista Italiana della Medicina di Laboratorio 2021 Settembre;17(3):173-83

DOI: 10.23736/S1825-859X.21.00115-8

Copyright © 2021 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Reti cardiologiche per l’emergenza: ruolo dei marcatori cardiaci

Margherita MORANDINI 1 , Piero CAPPELLETTI 2

1 Laboratorio Analisi, ASFO, Pordenone, Italia; 2 SIPMeL, Castelfranco Veneto, Treviso, Italia



PREMESSE: L’implementazione delle reti cardiologiche per l’emergenza con ECG pre-ospedaliero è focalizzata al tempestivo trattamento di STEMI con angioplastica. Ora, però, le reti potrebbero essere progressivamente utilizzate anche per ottimizzare il trattamento di NSTEMI nelle realtà aziendali o geografiche impostate secondo i criteri hub and spoke.
METODI: L’organizzazione della Medicina di Laboratorio dell’Area Vasta Pordenonese (oggi ASFO), ha il suo centro hub (LAB) nell’ospedale di Pordenone e i suoi spoke dotati di laboratorio (ospedali di San Vito e di Spilimbergo) o di soli POCT (Punti di Primo Intervento di Sacile e di Maniago). La dotazione strumentale della rete cardiologica di laboratorio è composta da 1 hub con Dimension Vista 1500 Siemens® (Siemens®, Monaco di Baviera, Germania) e da 4 spoke, 1 con Dimension ExL Siemens® e 3 Stazioni POCT (1 Pronto Soccorso fino al 2018 e 2 Punti di Primo Intervento) con strumentazioni Stratus CS 200 Siemens®, sostenute da due Data Management System (RAPIDcomm; Siemens®; e POCcelerator; Siemens®) che consentono un controllo remoto continuo dello stato della strumentazione POCT, dei controlli di qualità e della performance, con possibilità di interventi bidirezionali. Il funzionamento della rete e gli esiti clinici sono stati rilevati in due indagini, nel 2012-15 e nel 2021, dopo aggiornamenti tecnologici e organizzativi.
RISULTATI: Per quanto riguarda il funzionamento generale della rete POCT e gli esiti organizzativi, nel periodo 2012-2015, si sono verificati annualmente il 4% di anomalie strumentali/connettività gestite dal laboratorio in remoto. Per quanto riguarda gli esiti di efficienza e appropriatezza, misurati sul punto della rete di Sacile, con due rilevazioni, il 9-10% sono positivi al test della troponina, il 75-80% di questi sono inviati al Dipartimento di Emergenza o alle Strutture Operative dell’hub e il 50% direttamente in emodinamica/UCIC, nella prima rilevazione, e il 15% in emodinamica nella seconda ma esclusivamente NSTEMI.
CONCLUSIONI: L’incidenza sovrapponibile di sospette SCA in periferia (8,7% e 10,4% nelle due rilevazioni) e nel centro hub (11%), il limitato numero di ripetizioni nello stesso paziente, l’elevato numero di ricoveri nel centro hub dei pazienti selezionati dai POCT periferici e di ricoveri diretti in emodinamica (nella seconda rilevazione solo per NSTEMI), testimoniano l’efficacia e appropriatezza della rete SCA in particolare per il trattamento degli NSTEMI.


KEY WORDS: Laboratories; Myocardial infarction; Troponin

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