Home > Riviste > La Rivista Italiana della Medicina di Laboratorio > Fascicoli precedenti > La Rivista Italiana della Medicina di Laboratorio 2021 Giugno;17(2) > La Rivista Italiana della Medicina di Laboratorio 2021 Giugno;17(2):67-71

ULTIMO FASCICOLO
 

JOURNAL TOOLS

eTOC
Per abbonarsi
Segnala alla tua biblioteca
 

ARTICLE TOOLS

Publication history
Estratti
Permessi
Per citare questo articolo
Share

 

EDITORIALE   Freefree

La Rivista Italiana della Medicina di Laboratorio 2021 Giugno;17(2):67-71

DOI: 10.23736/S1825-859X.21.00106-7

Copyright © 2020 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Congressi predatori

Piero CAPPELLETTI 1 , Nicola BIZZARO 2, Romolo M. DORIZZI 3

1 SIPMeL, Castelfranco Veneto, Treviso, Italia; 2 Laboratorio di Patologia Clinica, Ospedale Sant’Antonio, Tolmezzo - Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine, Udine, Italia; 3 UOC Patologia Clinica, Laboratorio Unico della Romagna, Pievesestina di Cesena, Forlì-Cesena, Italia



I congressi/conferenze/meeting/summit predatori sono incontri costruiti per apparire come conferenze scientifiche legittime ma che sono finalizzate allo sfruttamento commerciale in quanto richiedono denaro anche per la presenza attiva (speaker, chairman, committee), non forniscono un adeguato controllo editoriale sulle presentazioni e la pubblicità del congresso può basarsi sul coinvolgimento di eminenti accademici spesso non consapevoli. Spesso gli organizzatori dei congressi predatori sono anche editori di giornali predatori. In ogni caso rappresentano due facce della stessa medaglia. Vengono descritte le caratteristiche predominanti, desunte dalla letteratura. L’elevato numero di modi con cui sono chiamati questi meeting e l’elevato numero di caratteristiche che possono possedere mostrano che la fattispecie delle conferenze predatorie non è ben definita, è ambigua nella sua presentazione ed elusiva nelle sue responsabilità. Le “false conferenze” stanno proliferando nell’ultimo lustro. La maggior parte delle ricerche attesta almeno una e-mail al giorno con invito indesiderato a questo tipo di conferenze. I giovani professionisti sono i più esposti alle trappole dei congressi predatori. Gli studiosi che sanno o almeno sospettano che queste conferenze potrebbero non essere legittime ma partecipano comunque rappresentano parte del problema. La prima e fondamentale difesa è aumentare la consapevolezza del problema e dei rischi professionali che si corrono. Innanzitutto, va diffusa la consultazione della blacklist di Caltech (California Institute of Technology). Molte organizzazioni suggeriscono, inoltre, delle check-list per valutare autonomamente il livello di sicurezza di un evento; particolarmente interessante e rapida quella della “Think. Check. Attend. Initiative”. In conclusione, è necessaria consapevolezza e conoscenza del fenomeno al fine di non sprecare soldi, tempo e reputazione. Le istituzioni e le Università non dovrebbero ospitare conferenze predatorie e dovrebbero adottare le misure necessarie contro i ricercatori che partecipano o organizzano tali conferenze. Le Società Scientifiche dovrebbero mettere in guardia i propri soci da questo pericolo, non offrire in nessun modo appoggio a queste iniziative commerciali e promuovere le difese contro di esse (blacklist e checklist).


KEY WORDS: Peer-review; Checklist; Congress

inizio pagina