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ARTICOLO ORIGINALE   

La Rivista Italiana della Medicina di Laboratorio 2020 Giugno;16(2):108-13

DOI: 10.23736/S1825-859X.20.00065-1

Copyright © 2020 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Studio della proteina S100B in pazienti con trauma cranico minore in terapia con anticoagulanti orali

Marina BRUGIA 1, Lucia BABINI 1 , Fabiana PASQUINI 1, Alessandra CALCINARI 1, Marianna PAVANI 1, Vincenzo G. MENDITTO 2, Aldo SALVI 2, Marco MORETTI 1

1 Laboratorio Biochimica Clinica e Microbiologia, Azienda Ospedaliero Universitaria Ospedali Riuniti, Ancona, Italia; 2 Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza, Azienda Ospedaliero Universitaria Ospedali Riuniti, Ancona, Italia



PREMESSE: Il trauma cranico minore è uno dei principali traumi osservati nei dipartimenti di emergenza dei paesi occidentali. La decisione di quali tra questi pazienti sottoporre a tomografia assiale computerizzata encefalica (TC) è stata oggetto di numerose pubblicazioni scientifiche e in particolare resta controversa la gestione dei pazienti in terapia anticoagulante orale (TAO). Diversi studi negli ultimi due decenni si sono focalizzati su diverse proteine sieriche che potessero essere rilevate in presenza di un danno cerebrale. Tra i marcatori proposti per la stratificazione del rischio di emorragia in questi pazienti, il più promettente sembra essere la proteina S100B. Scopo del presente lavoro è stato quello di correlare il livello di S100B nel siero con la presenza di lesioni cerebrali in pazienti con trauma cranico minore in TAO al momento dell’arrivo al Dipartimento di Emergenza.
METODI: Nel periodo che va dal 20 aprile 2018 al 20 agosto 2019 sono stati arruolati 100 pazienti in base ai seguenti criteri: età >14 anni; Injury Severity Score (ISS) <15; trauma cranico tra 14-15 della Glasgow Coma Scale (GCS); trauma avvenuto entro 48 ore; e TAO in atto al momento del trauma. I pazienti arruolati sono stati sottoposti a TC all’ingresso; TC di controllo a 24 ore (±6 ore); e prelievo ematico per il dosaggio di S100B entro 6 ore dall’arrivo in Pronto Soccorso (PS). La determinazione di S100B è stata eseguita con sistema automatizzato entro le prime 6 ore dal ricovero (limite di rilevazione: 0,004 µg/l, cut-off: 0,2 µg/l). Dei 100 pazienti arruolati, 10 pazienti sono stati esclusi dallo studio poiché non hanno eseguito una delle due TC. I 90 pazienti studiati avevano un’età compresa tra 46 e 95 anni, con una età media di 82 anni; 37 erano maschi (41%); e 53 femmine (59%).
RISULTATI: Dall’analisi dei dati raccolti risultava che 76 (84%) pazienti avevano TC all’ingresso e TC a 24 ore negative, di questi 29 (38% dei pazienti con esiti delle TC negativi) avevano valori di S100B al di sopra del cut-off. Un numero di 4 (4,4%) pazienti presentava TC all’ingresso negativa e TC a 24 ore positiva, e di questi 2 pazienti mostravano valori di S100B al di sopra del cut-off; 6 (6,6%) pazienti avevano TC all’ingresso positiva e TC di controllo a 24 ore negativa e, di questi, 3 avevano valori di S100B al di sopra del cut-off. Infine, 4 (4,4%) pazienti avevano TC all’ingresso e di controllo entrambe positive e presentavano valori elevati di S100B. Il valore predittivo negativo (VPN) e il valore predittivo positivo (VPP) del dosaggio della proteina S100B a 6 ore dal trauma in relazione all’esito della prima TC sono risultati rispettivamente del 100% e del 18,4% con cut-off di 0,2 μg/l (sensibilità 100%, specificità 62,7%).
CONCLUSIONI: L’introduzione del dosaggio della proteina S100B in pazienti con trauma cranico minore all’arrivo in PS potrebbe essere di aiuto per inquadrare i pazienti a rischio di emorragia cerebrale post-traumatica, evitando ricoveri e indagini strumentali non necessarie e facilitando il rule out dei pazienti. Riteniamo, tuttavia, che per definire più chiaramente le potenzialità della proteina S100B come marker di danno cerebrale sia necessario ampliare la casistica e completare il follow-up dei pazienti arruolati.


KEY WORDS: Proteina S100B; Danni cerebrali; Warfarin

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