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La Rivista Italiana della Medicina di Laboratorio 2019 Marzo;15(1):30-9

DOI: 10.23736/S1825-859X.19.00002-1

Copyright © 2018 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Biomarcatori nell’insufficienza renale acuta. Prima parte: aspetti clinici e gestionali

Maria GOLATO

ASL02 Lanciano-Vasto-Chieti, Lanciano, Chieti, Italia



L’insufficienza renale acuta (IRA) è una sindrome complessa ad eziologia multifattoriale, gravata da un elevato tasso di mortalità e morbidità, se non diagnosticata precocemente. Da qui la necessità di avere linee guida che possano aiutare il clinico nella scelta del management ottimale del paziente e di poter disporre di biomarcatori che consentano una diagnosi precoce, al fine di evitare l’insorgere di complicanze a breve e a lungo termine. Per lo sviluppo di nuovi biomarcatori, in grado di sopperire ai limiti degli attuali test diagnostici, è essenziale la comprensione del meccanismo patogenetico che sottende l’IRA ovvero il danno cellulare da cui si innescano una serie di meccanismi a cascata che comprendono la risposta infiammatoria, l’arresto del ciclo cellulare, l’apoptosi nonché la rigenerazione cellulare. Attualmente, disponiamo di un cospicuo numero di biomarcatori ma il target auspicato di identificare una “troponina renale” non è ancora stato raggiunto; le motivazioni sono molteplici e vanno dalla complessità dell’IRA che la rende differente dalla patologia ischemica cardiaca, alla eterogeneità delle popolazioni oggetto di studio. Nella prima parte, si è cercato di sintetizzare le problematiche di definizione, i criteri diagnostici dell’IRA nella popolazione adulta e pediatrica e le criticità gestionali, che costituiscono il quadro di riferimento per l’utilizzo dei biomarcatori.


KEY WORDS: Insufficienza renale acuta; Malattie dei reni; Biomarcatori

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