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Medicina dello Sport 2021 December;74(4):720-30

DOI: 10.23736/S0025-7826.21.03991-0

Copyright © 2021 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Malattie emorragiche congenite e sport in Italia: uno studio di wellbeing

Chiara BIASOLI 1 , Federico VENDRAMIN 2, Cristina CASSONE 3

1 Hemophilia Center, Cesena, Italy; 2 ELMA Research, Milan, Italy; 3 Italian Federation of Hemophilia Associations (FedEmo), Milan, Italy


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OBIETTIVO: Prima della pratica sportiva in Italia è richiesta la certificazione medica. Per facilitare l’accesso alle diverse discipline sportive per le persone con malattie emorragiche, attualmente un gruppo di lavoro multidisciplinare includente il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI), Associazione Italiana Centri Emofilia (AICE) e Federazione delle Associazioni Emofilici (FEDEMO) sta elaborando raccomandazioni in questo ambito.
METODI: Il presente studio ha raccolto dati sull’accesso alle attività sportive da parte di persone con malattie emorragiche congenite in Italia utilizzando un questionario su comportamenti, preferenze e ostacoli all’accesso agli sport.
RISULTATI: Il questionario è stato compilato da 110 per lo più praticanti o ex praticanti sport con malattie emorragiche (età media 31 anni; tutti maschi; il 74% con una forma di malattia grave). L’interesse per la partecipazione sportiva è risultato essere elevato nei diversi gruppi di età. I rispondenti che praticano sport o lo hanno praticato in passato lo ritengono importante per il proprio benessere fisico o psicologico. La decisione di praticare è stata guidata da membri della famiglia e/o da medici. Gli ematologi sono stati consultati più frequentemente dei medici di medicina generale. Dei 79 rispondenti che avevano richiesto la certificazione medica per lo sport, 38 hanno valutato la procedura “piuttosto difficile” (33%) o “molto difficile” (15%).
CONCLUSIONI: Questo studio ha rivelato che molte persone con malattie emorragiche congenite sono interessate a praticare sport. Le decisioni in merito alla pratica sportiva di persone con disturbi emorragici andrebbero prese in un contesto multidisciplinare, coinvolgendo specialisti in medicina dello sport e ortopedici, ematologi e medici di famiglia che identifichino attività appropriate e stabiliscano strategie personalizzate in modo da prevenire, monitorare e trattare episodi emorragici, proteggendo il diritto del paziente a una vita piena senza esporlo a rischi derivanti da attività inappropriate.


KEY WORDS: Disturbi della coagulazione; Emofilia A; Emofilia B, Malattia di Von Willebrand; Sport; Qualità della vita

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