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Medicina dello Sport 2021 March;74(1):22-34

DOI: 10.23736/S0025-7826.21.03818-7

Copyright © 2021 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Esiste una differenza tra i corridori di atletica leggera e di resistenza sulla base della loro predisposizione genetica alla motivazione e nell’autostima?

Hela ZNAZEN 1, Maamer SLIMANI 2, 3 , Nicola BRAGAZZI 4, Marina BUTOVSKAYA 5, Hajer SIALA 6, Taieb MESSAOUD 6, Nizar SOUISSI 7

1 Department of Physical Education and Sport, College of Education, Taif University, Taif, Saudi Arabia; 2 Section of Psychiatry, Department of Neuroscience, Rehabilitation, Ophthalmology, Genetics, Maternal and Child Health (DINOGMI), University of Genoa, Genoa, Italy; 3 School of Public Health, Department of Health Sciences (DISSAL), University of Genoa, Genoa, Italy; 4 Department of Mathematics and Statistics, Laboratory for Industrial and Applied Mathematics (LIAM), York University, Toronto, ON, Canada; 5 Institute of Ethnology and Anthropology, Russian Academy of Sciences, Moscow, Russia; 6 Laboratory of Clinical Biochemistry and Molecular Biology, Children Hospital of Tunis, Tunis, Tunisia; 7 Tunisian Research Laboratory Sports Performance Optimization, National Center of Medicine and Science in Sports (CNMSS), Tunis, Tunisia


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OBIETTIVO: È innegabile che in una competizione il successo abbia una forte componente psicologica, rappresentata da tenacia mentale, astuzia tattica e motivazione a sopportare il dolore durante l’allenamento e la competizione; tuttavia, l’associazione tra condizione psicologica e genetica è ancora largamente sotto-investigata. Il presente studio si proponeva di esaminare l’associazione tra il polimorfismo del gene codificante l’enzima di conversione dell’angiotensina (angiotensin-converting enzyme, ACE) e autostima e motivazione negli atleti d’élite.
METODI: A questo studio hanno partecipato volontariamente atleti di atletica leggera (47 uomini, 40 donne; età: 20,55±2,22 anni, massa corporea: 77,5±7,1 kg, altezza: 170,7±5,4 cm) che gareggiavano a livello internazionale. È stata stimata la distribuzione dei genotipi ACE. Gli atleti sono stati classificati prospetticamente in due gruppi in base al polimorfismo genetico e agli sforzi fisici: gruppo di resistenza (allele I, N.=48; 26 uomini, 22 donne) e gruppo di potenza (allele D, N.=39; 24 uomini, 15 donne). Prima dell’inizio della competizione, negli atleti di potenza e di resistenza rispettivamente, la motivazione e l’autostima sono state valutate utilizzando la scala di motivazione nello sport (Sport Motivation Scale, SMS-28) e la versione francese del Physical Self Perception Profile (PSPP).
RISULTATI: I risultati hanno indicato che i portatori degli alleli D e I erano associati a una motivazione intrinseca nel sottoinsieme per la conoscenza. Inoltre, la motivazione intrinseca nel sottoinsieme per la stimolazione era associata agli atleti di potenza. La motivazione intrinseca per la stimolazione e verso i risultati ha permesso di prevedere le prestazioni degli atleti portatori di allele I e allele D. Non è stata osservata alcuna differenza significativa nei sottoinsiemi di autostima tra atleti di potenza (portatori dell’allele D) e atleti di resistenza (portatori dell’allele I). È quindi stato dimostrato che il sottoinsieme delle condizioni fisiche prediceva le prestazioni degli atleti di potenza portatori dell’allele D.
CONCLUSIONI: Il presente studio indica che le differenze individuali nell’autostima e nella motivazione dipendono dal tipo di attività e possono essere determinate geneticamente.


KEY WORDS: Geni; Motivazione; Sport

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