Home > Riviste > Medicina dello Sport > Fascicoli precedenti > Medicina dello Sport 2019 September;72(3) > Medicina dello Sport 2019 September;72(3):374-84

ULTIMO FASCICOLO
 

JOURNAL TOOLS

eTOC
Per abbonarsi
Sottometti un articolo
Segnala alla tua biblioteca
 

ARTICLE TOOLS

Publication history
Estratti
Permessi
Per citare questo articolo

 

MEDICAL AREA   

Medicina dello Sport 2019 September;72(3):374-84

DOI: 10.23736/S0025-7826.19.03484-7

Copyright © 2019 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Effetti dell’allenamento aerobico sul rischio di coronaropatia nel diabete mellito di tipo 2 e sulle condizioni cardiometaboliche secondo il Duke Treadmill Score

Divna TREBINJAC 1 , Ivana PETRONIC 2, 3, Nebojsa LALIC 3, 4, Dragana CIROVIC 2, 3, Dejan NIKOLIC 2, 3, Jasna STOJKOVIC 2, 3

1 Department of Cardiac Rehabilitation, LHL Hospital Gardermoen, Jessheim, Norway; 2 Department of Physical Medicine and Rehabilitation, University Children’s Hospital, Belgrade, Serbia; 3 Faculty of Medicine, University of Belgrade, Belgrade, Serbia; 4 Clinical Center of Serbia, Belgrade, Serbia


PDF


OBIETTIVO: Il nostro obiettivo era di studiare l’impatto di un allenamento aerobico della durata di otto settimane sul rischio di insorgenza di coronaropatia secondo il Duke Treadmill Score (DTS), l’equivalente metabolico dell’attività (bolic equivalent of task, MET) e i parametri della sindrome metabolica, nonché la correlazione tra quei parametri nei pazienti con diabete mellito di tipo 2. Il DTS ha valore clinico per la stratificazione del rischio ed è strettamente associato agli esiti combinati di morte cardiaca, infarto miocardico non fatale, insufficienza cardiaca congestizia e rivascolarizzazione.
METODI: Sessanta pazienti in condizioni cliniche stabili e con un diabete ben controllato hanno partecipato a tutte le fasi dello studio. I partecipanti hanno svolto il test sotto sforzo al tapis roulant utilizzando il protocollo standard di Bruce prima e dopo lo studio. Prima e dopo lo studio sono stati valutati: scala di percezione dello sforzo (rate of perceived exertion, RPE), pressione arteriosa sistolica (PAS) e diastolica (PAD), livelli di glucosio a digiuno (GLU), circonferenza addominale (waist circumference, WC), livelli dei trigliceridi (TRI), proteina C reattiva ad alta sensibilità (hs-PCR), probabilità di mortalità a 5 anni (PM5a), probabilità di coronaropatia significativa (pCHD), probabilità di coronaropatia severa (sCHD), DTS e livelli di MET, nonché la correlazione tra DTS, MET e altri parametri.
RISULTATI: I valori medi di DTS di 4,67 ottenuti prima dello studio indicavano un rischio moderato di CHD, mentre i valori medi di 5,61 ottenuti dopo lo studio indicavano un basso rischio di CHD. Il modello di regressione lineare sottolinea che la variabile DTS è un indice di previsione significativo dal punto di vista statistico, in cui valori più alti di DTS generano valori più alti di MET. Dopo lo studio è emersa una differenza di importanza statistica nei valori di MET (P<0,001), RPE (P<0,001), sCHD (P=0,038), PM5a (P=0,033).
CONCLUSIONI: Il nostro studio suggerisce che un allenamento aerobico della durata di otto settimane può ridurre in modo significativo la stratificazione del rischio di coronaropatia nei pazienti con diabete mellito di tipo 2 secondo il DTS, dal gruppo di rischio intermedio al moderato. I valori inferiori di DTS nelle donne ottenuti nella nostra ricerca dovrebbero essere approfonditi in studi successivi. Abbiamo inoltre concluso che l’aumento dei MET porta in definitiva a una inferiore mortalità nei partecipanti con diabete mellito di tipo 2 e potrebbe migliorare notevolmente la salute cardiometabolica, il che indica l’enorme valore potenziale dell’allenamento.


KEY WORDS: Diabete mellito di tipo 2; Test da sforzo; Sindrome metabolica; Soglia anaerobica

inizio pagina