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Medicina dello Sport 2018 December;71(4):627-35

DOI: 10.23736/S0025-7826.18.03387-2

Copyright © 2018 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

La sfida della Petit Le Mans: uno studio casistico riguardante i piloti

Edward S. POTKANOWICZ

Human Performance and Sport Science, Ohio Northern University, Ada, OH, USA


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La Petit Le Mans è una gara di corsa di categoria endurance, condotta in condizioni sia di asciutto che di bagnato. Se da un lato la tecnologia promuove l’evoluzione delle auto, poco interesse è stato dedicato finora alla tecnologia, per favorire le condizioni dei piloti. Inoltre, ci sono pochi dati pubblicati a proposito delle sfide fisiologiche cui i piloti vanno incontro. Lo scopo di questo studio casistico è riportare, nei periodi pre- e post-test, la temperatura corporea interna, la frequenza cardiaca e i dati inerenti allo sforzo fisiologico in due piloti professionisti, raccolti in un singolo lasso di tempo, durante la Petit Le Mans del 2016. Questi dati vengono presentati qui, allo scopo di accrescere le conoscenze, riguardanti la scienza che studia i piloti. Sono stati monitorati due piloti, entrambi in un singolo periodo, nel pre- e nel post-test, per quanto riguarda la temperatura corporea interna, la frequenza cardiaca e lo sforzo fisiologico. Ciascun pilota ha esibito un aumento del PSI (pilota 1, PSI pre-/post-test =0,21/7,76; pilota 2, PSI pre-/post-test =2,16/8,17). In modo analogo, la gara ha esercitato evidenti effetti sulla temperatura corporea interna (Tgi) e sulla frequenza cardiaca (HR) (pilota 1, Tgi pre-/post-test =37,24/38,78 °C; pilota 2, Tgi pre/post=37,54/38,42 °C; pilota 1, HR pre-/post-test =71/166; pilota 2 HR pre/post =93/195). I livelli post-test di HR hanno rappresentato l’85% e il 96% della frequenza cardiaca massima stimata per età. Questi risultati si aggiungono al corpus di conoscenze della scienza che studia i piloti, lentamente in crescita, e conferma le scoperte degli altri studiosi in quest’ambito. Nonostante questo, è evidente che vi è ancora molto da apprendere nell’ambito della scienza sui piloti. Se da un lato questa ricerca aggiunge conoscenze, è altrettanto ovvio che il limite principale è la mancanza di micro-tecnologie idonee. La scienza che studia i piloti potrebbe avere dei grandi benefici da parte della ricerca basata sulla micro-biometria e dei suoi metodi in tempo reale e continuo, non invasivi, per valutare i piloti. La mancanza di tecnologie adeguate, unita alla carenza di dati pubblicati, è un input per l’approfondimento di questo lavoro.


KEY WORDS: Automobilismo - Microtecnologia - Piloti

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