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Medicina dello Sport 2018 December;71(4):552-60

DOI: 10.23736/S0025-7826.18.03437-3

Copyright © 2018 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Campagne di vaccinazione antinfluenzale tra i calciatori professionisti di Serie A e di Serie B

Carlo SIGNORELLI 1, 2 , Anna ODONE 1, Luigi VEZZOSI 2, 3, Alessia MIDURI 3, Matteo RICCÒ 4, Paola CELLA 3, Roberta ZONI 3, Pasquale TAMBURRINO 5, Armando GOZZINI 5

1 School of Medicine, University Vita-Salute San Raffaele, Milan, Italy; 2 Department of Medicine and Surgery, University of Parma, Parma, Italy; 3 Department of Experimental Medicine, University of Campania “Luigi Vanvitelli,” Naples, Italy; 4 Azienda USL-IRCCS of Reggio Emilia, Reggio Emilia, Italy; 5 Libera Associazione Medici Italiani Calcio - L.A.M.I.C.A., Formia, Latina, Italy


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OBIETTIVO: Gli atleti professionisti sono considerati una categoria a rischio per l’influenza non solo per il maggior rischio di trasmissione rispetto alla popolazione generale, ma anche perché l’influenza e le sue complicanze possono avere un impatto negativo sulle prestazioni sportive. Il tema della vaccinazione antinfluenzale nei calciatori professionisti è stato fino ad ora poco trattato.
METODI: È stata condotta un’indagine tra le squadre di calcio italiane di Serie A e Serie B per valutare l’adesione e le modalità di conduzione delle eventuali campagne vaccinali antinfluenzali e di altri programmi di immunizzazione, nonché le relative coperture. Al riguardo un questionario semi-strutturato è stato sottoposto ai medici di tutte le 20 squadre di Serie A e le 22 di Serie B.
RISULTATI: Il tasso di risposta è stato del 100%. Complessivamente, il 75% delle squadre di serie A e l’82% di Serie B hanno dichiarato di aver organizzato campagne vaccinali contro l’influenza stagionale, nelle quali la copertura vaccinale è risultata in media del 44,4% per la Serie A e del 35,7% per la Serie B; ma solo in tre squadre di serie A la copertura ha raggiunto l’obiettivo minimo raccomandato del 75%. L’organizzazione delle campagne di vaccinazione (modalità di reclutamento, tipo di vaccino, momento di somministrazione e personale coinvolto) non è risultata omogenea.
CONCLUSIONI: L’abitudine a vaccinare contro l’influenza e l’adesione al vaccino antinfluenzale tra i calciatori professionisti sono risultati non ottimali. Appare opportuna una migliore sensibilizzazione e promozione tra gli atleti e le società sportive, sottolineando sia la forma di protezione individuale e collettiva, sia il modello che i calciatori rappresentano per la popolazione.


KEY WORDS: Influenza - Vaccinazioni - Atleti professionisti - Calcio - Italia

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