Home > Riviste > Medicina dello Sport > Fascicoli precedenti > Medicina dello Sport 2018 December;71(4) > Medicina dello Sport 2018 December;71(4):514-20

ULTIMO FASCICOLO
 

JOURNAL TOOLS

eTOC
Per abbonarsi
Sottometti un articolo
Segnala alla tua biblioteca
 

ARTICLE TOOLS

Publication history
Estratti
Permessi
Per citare questo articolo

 

PHYSIOLOGICAL AREA   

Medicina dello Sport 2018 December;71(4):514-20

DOI: 10.23736/S0025-7826.18.03251-9

Copyright © 2018 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Emodinamica nell’allenamento di resistenza: un’analisi comparativa tra esercizi a più articolazioni e singole articolazioni

Edilson GRANJA 1, Eliane de MELO MIRANDA PINTO 1, Anderson de OLIVEIRA REIS 1, Danielli MELLO 2, 3, Guilherme ROSA 1, 2

1 Castelo Branco University (UCB/RJ), Rio de Janeiro, Brazil; 2 Research Group in Physical Exercise and Health Promotion (UCB/RJ), Rio de Janeiro, Brazil; 3 Physical Education College of the Brazilian Army (EsEFEx/RJ), Rio de Janeiro, Brazil


PDF


OBIETTIVO: È stato dimostrato che l’allenamento di resistenza (RT) rappresenta una modalità preferenziale per aumentare forza muscolare, resistenza muscolare localizzata, potenza, ipertrofia e prestazioni motorie. Tuttavia, gli esercizi di resistenza potrebbero indurre cambiamenti emodinamici definiti in base alla diversa massa muscolare attiva coinvolta. Questo studio si proponeva di confrontare i cambiamenti emodinamici in RT eseguiti da esercizi a più articolazioni e singole articolazioni.
METODI: Nove individui attivi (età media 25,3; deviazione standard ±5,4) hanno eseguito 10 RM con pressa delle gambe a 45º e sedia per l’estensore del ginocchio con un intervallo minimo di 48 ore tra ogni esercizio. Frequenza cardiaca (HR), pressione sanguigna sistolica (SBP) e diastolica (DBP) e doppio prodotto (DP) sono stati misurati prima e immediatamente dopo ogni esercizio.
RISULTATI: L’analisi ANOVA a due vie ha indicato un aumento significativo (P=0,0001) delle variabili emodinamiche tra i momenti precedenti e successivi a ogni esercizio, a eccezione della DBP su pressa delle gambe a 45º (P=0,78) e estensore del ginocchio (P=0,27). Dopo l’analisi inter-gruppi, non sono stati osservati cambiamenti significativi nelle variabili emodinamiche tra i momenti postesercizio.
CONCLUSIONI: La massa muscolare coinvolta nell’allenamento di forza in questi specifici esercizi non ha influenzato le risposte cardiovascolari acute in soggetti normotesi allenati.


KEY WORDS: Attività fisica - Pressione arteriosa - Frequenza cardiaca

inizio pagina