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Medicina dello Sport 2018 June;71(2):203-15

DOI: 10.23736/S0025-7826.18.03314-8

Copyright © 2018 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Valutazione delle modificazioni proteomiche della membrana eritrocitaria indotte dalla conservazione del sangue

Chiara FOSSATI 1 , Loredana GRASSO 1, Barbara PERGOLIZZI 2, Giuliana ABBADESSA 2, Silvia RACCA 2, Alessandro SALUTO 3, Odetta CAMERINI 3, Fabio PIGOZZI 1, Paolo BORRIONE 1

1 Department of Movement, Human and Health Sciences, University of Rome “Foro Italico”, Rome, Italy; 2 Department of Clinical and Biological Sciences, University of Turin School of Medicine, San Luigi Gonzaga University Hospital, Orbassano, Turin, Italy; 3 Department of Blood Transfusion, San Luigi Gonzaga University Hospital, Orbassano, Turin, Italy


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OBIETTIVO: Nell’ambito della lotta al doping non esiste, ad oggi, un metodo diretto in grado di evidenziare l’utilizzo di unità di emazie autologhe. La conservazione dei globuli rossi (GR) causa modificazioni delle proteine di membrana, che possono essere analizzate con tecniche di proteomica. Obiettivo del presente studio è stato quello di identificare tali modificazioni su campioni di sangue conservato in sacche trasfusionali, a diversi time points di stoccaggio.
METODI: Sono stati arruolati 23 pazienti affetti da emocromatosi, sottoposti a periodiche sedute di flebotomia (salasso terapeutico) presso l’Ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano. II sangue raccolto è stato conservato in condizioni standard fino a 21 giorni presso l’Emoteca del Centro Trasfusionale. I campioni sono stati prelevati ed analizzati a 0, 7, 14 e 21 giorni di conservazione. Dopo aver individuato il più valido protocollo di estrazione delle membrane eritrocitarie ed aver ottenuto concentrazioni proteiche omogenee grazie alla tecnica di sonicazione manuale, è stata effettuata un’analisi con Western Blot (WB), incubando le membrane con l’anticorpo primario anti-β-actina e successivamente con l’anticorpo anti-banda 3. Sui diversi campioni è stata poi eseguita un’elettroforesi bidimensionale con l’obiettivo di evidenziare patterns proteici differenti, poi identificati tramite spettrometria di massa (MALDI-TOF).
RISULTATI: In seguito alle analisi con WB, è stato evidenziato un incremento di espressione dell’actina nel tempo. L’elettroforesi bidimensionale, seguita da analisi al MALDI-TOF, ha evidenziato un aumento del numero degli spot dell’actina e della sua isoforma CRA-b dal giorno 0 al giorno 21. L’analisi della banda 3 ha evidenziato una graduale frammentazione della proteina nel tempo.
CONCLUSIONI: I risultati del presente studio hanno confermato i dati presenti in letteratura evidenziando una modificazione delle proteine eritrocitarie durante la conservazione dei GR. Sono, tuttavia, necessari ulteriori approfondimenti per definire univocamente le modificazioni riscontrate e per rendere i risultati ottenuti applicabili nell’ambito delle strategie di lotta al doping.


KEY WORDS: Proteomica - Eritrociti - Trasfusioni di sangue autologhe - Doping nello sport

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