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Medicina dello Sport 2016 September;69(3):405-14

Copyright © 2016 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Effetto dell’allenamento ad alta quota dei muscoli inspiratori sulla saturazione arteriosa dell’ossigeno e sulla performance dei corridori di endurance

Roohollah MOHAMMADI MIRZAEI, Shadmehr MIRDAR

University of Mazandaran, Babolsar, Iran


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INTRODUZIONE: Obiettivo del presente studio è stato quello di esaminare l’effetto dell’allenamento ad alta quota dei muscoli inspiratori sulla saturazione dell’ossigeno nei capillari periferici e sulla performance dei corridori di endurance.
METODI: Lo studio è stato condotto su un gruppo di 12 corridori di endurance di sesso maschile (età: 244,41±3,14 anni, altezza: 180,5±4,23 cm, peso corporeo: 66,75±3,46 kg, indice di massa corporea: 20,53±1,07 kg/m2) della nazionale iraniana, i quali sono stati assegnati in maniera casuale a un gruppo sperimentale e a un gruppo di controllo in condizioni di ipossia. Prima e 24 ore dopo il periodo di allenamento sono stati condotti test di corsa sui 1500 metri fino all’esaurimento, misurazioni dell’indice di forza e misurazioni della saturazione arteriosa dell’ossigeno. Il programma di allenamento prevedeva gli stessi esercizi continui, a intervalli, aerobici e di resistenza per entrambi i gruppi. I corridori hanno effettuato 16 sessioni di allenamento alla settimana ad alta quota per quattro settimane.
RISULTATI: I dati sono stati analizzati mediante analisi della varianza (P≤0,05). L’allenamento dei muscoli inspiratori in condizioni di ipossia ha portato a un miglioramento significativo del tempo di corsa sui 1500 m, della forza dei muscoli inspiratori e del picco di flusso inspiratorio (PIF) in entrambi i gruppi, ma le differenze nel volume e nella saturazione dell’ossigeno nei capillari periferici non erano significative (P≤0,05).
CONCLUSIONI: Il presente studio suggerisce che l’utilizzo di un allenamento dei muscoli inspiratori, insieme a uno specifico allenamento in condizioni di ipossia, possa aumentare la forza dei muscoli inspiratori e la pressione del picco di flusso inspiratorio, riducendo al contempo la ventilazione e il tempo di corsa sui 1500 m a un’altitudine più bassa.

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