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Medicina dello Sport 2015 December;68(4):651-62

Copyright © 2016 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

La pubalgia del calciatore: problema reale o sopravvalutato?

Pogliacomi F. 1, Pedrini M. F. 2, Pourjafar S. 1, Pellegrini A. 1, Paraskevopoulos A. 1, Costantino C. 2, Ceccarelli F. 1

1 Department of Surgical Sciences, Orthopedic Clinic, University of Parma, Parma, Italy; 2 Department of Biomedical, Biotechnological and Translational Sciences, Graduate School of Physical and Rehabilitation Medicine, University of Parma, Parma, Italy


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SCOPO: Le sindromi pubalgiche del calciatore non devono essere sottovalutate poiché spesso risultano essere associate a elevata morbidità con assenze prolungate dall’attività sportiva. L’obiettivo dello studio è stato quello di verificare la correttezza della diagnosi iniziale di pubalgia in calciatori professionisti o se il dolore derivasse da altre patologie o alterazioni morfo-strutturali.
METODI: In questo studio sono stati valutati 44 atleti, suddivisi in 2 gruppi: il primo di 22 pazienti con dolore pelvico anteriore e diagnosi generica di pubalgia e il secondo di 22 pazienti asintomatici. Per ogni giocatore è stata eseguita una valutazione clinica e strumentale con radiografie del bacino e teleradiografie degli arti inferiori e, inoltre, in quelli sintomatici una risonanza magnetica del bacino.
RISULTATI: Il 50% dei pazienti era affetto da una reale pubalgia e il 50% da altre problematiche. In particolare il 18,2% dei casi presentava un impingement femoro-acetabolare, il 18,2% una dismetria degli arti inferiori, il 4,5% un’avulsione della spina iliaca antero-inferiore, il 4,5% un varicocele e il 4,5% una rottura tendinea incompleta del retto femorale all’inserzione prossimale. La statistica descrittiva ha inoltre dimostrato come l’81,1% dei casi con pubalgia interessasse i centrocampisti.
CONCLUSIONI: Dai risultati ottenuti si evince come la pubalgia possa essere la reale causa di dolore pelvico anteriore in un numero considerevole di casi, ma è comunque necessario considerare nella diagnosi differenziale altre patologie o alterazioni morfo-strutturali che possono essere la causa di tale sintomatologia.

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