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Medicina dello Sport 2011 March;64(1):45-54

Copyright © 2011 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

L’enzima convertitore dell’angiotensina non influenza la predisposizione genetica alla perfomance d’elite nei calciatori Italiani

Massidda M. 1, Calò C. 1, Corrias L. 1, Vona G. 1, Piras F. 2, 3, Folletti S. 2, Scorcu M. 2, 3

1 Department of Experimental Biology, University of Cagliari, Cagliari, Italy 2 Cagliari Calcio SpA, Cagliari, Italy 3 FMSI CR Sardegna, Italy


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Obiettivo. Lo scopo del lavoro è stato quello di verificare l’associazione tra il polimorfismo del gene ACE I/D e lo status di atleta d’elite nei calciatori Italiani.
Metodi. Il DNA è stato estratto da ciascun partecipante mediante l’utilizzo di un tampone buccale. Si sono determinate le frequenze alleliche e genotipiche del polimorfismo ACE I/D in un gruppo di 26 calciatori d’elite. I risultati sono stati confrontati con un gruppo di 85 maschi Italiani sani, sedentari e non imparentati tra loro (controllo). Infine, si è quantificata la relazione tra polimorfismo ACE I/D e alcune variabili di forza muscolare degli arti inferiori, misurate per mezzo dei test contro movimento jump (CMJ), squat jump (SJ) e 20 m sprint (10 m + 10 m).
Risultati. I risultati di questo studio preliminare mostrano che le frequenze alleliche e genotipiche tra i calciatori (DD,ID,II=0,50, 0,40, 0,10; D allele=0,70) non sono significativamente diverse da quelle del gruppo di controllo (DD,ID,II=0,46, 0,41, 0,13; D allele =0,66; χ2=0,64, df=2, P=0,72). Inoltre, le frequenze del gruppo di controllo riscontrate nel presente studio risultano simili a quelle osservate nei soggetti Italiani sedentari e differenti da quelle riportate per la popolazione caucasica da altri autori in differenti studi di associazione. L’analisi della varianza non ha mostrato differenze significative tra gli atleti con differenti genotipi e i risultati ottenuti nei tests di forza muscolare: SJ (cm DD, ID, II=41,6, 42,5, 43,2; F2,20=0,14, P=0,86); CMJ (cm DD, ID, II=43,1, 44,5, 45,8; F2,20=0,52, P=0,59); 20 m sprint (s DD, ID, II=4,07, 4,08, 4,08, F2,20=0,008, P=0,99).
Conclusioni. La presente ricerca suggerisce chiaramente che l’origine etnica dovrebbe essere considerata con particolare attenzione nel crescente numero di studi di associazione tra il polimorfismo ACE I/D e la performance degli atleti d’elite. I risultati suggeriscono un’assenza di associazione tra polimorfismo ACE I/D e perfomance d’elite nei calciatori italiani.

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