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AREA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA   

Medicina dello Sport 2006 September;59(3):349-54

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

La sindrome trocanterica negli sport di resistenza. Trattamento chirurgico dei casi refrattari

Migliorini S. 1, Merlo M. 2

1 Medicina Federale F.I.TRI., Roma 2 Struttura Semplice di Traumatologia dello Sport e Chirurgia Protesica, Ospedale di Busto Arsizio, Varese


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L’incidenza della sindrome trocanterica negli atleti praticanti gli sport di resistenza è in aumento.
La borsite trocanterica è causata da un traumatismo acuto o da ripetuti microtraumi associati ad altri fattori quali errori di allenamento, fattori anatomici, biomeccanica della corsa, terreni di allenamento, scarpe d’atletica, transizione ciclismo-corsa nel triathlon. Da un punto di vista eziopatogenetico, sembra che ci siano analogie tra le lesioni della cuffia dei rotatori della spalla e la sindrome trocanterica. Il risultato finale è la degenerazione dei tendini che si inseriscono sul gran trocantere, la borsite trocanterica e l’eccessiva tensione del tratto ileotibiale del tensore della fascialata. La maggioranza degli atleti con borsite trocanterica risponde positivamente alla terapia conservativa che consiste in stretching, crioterapia, fisioterapia, infiltrazione locale con anestetici e cortisonici, riposo o riduzione del carico di allenamento. Tuttavia alcuni casi sono ribelli alle terapie conservative. Il trattamento chirurgico consiste in una semplice incisione del tratto ileotibiale del tensore della fascia lata al di sopra del gran trocantere, che non viene riparato, e nell’asportazione della borsa trocanterica. Prima di essere sottoposti ad intervento chirurgico gli atleti avevano sofferto da un minimo di un anno a un massimo di sei anni e, dopo l’intervento, tutti sono ritornati a praticare attività sportiva a livello agonistico. L’ Harris Hip Score è stato di 95.

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