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AREA MEDICINA PREVENTIVA   

Medicina dello Sport 2005 December;58(4):265-72

Copyright © 2005 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Consapevolezza e conoscenze su doping e integratori tra i medici di base italiani

Rosano A. 1, Carletti M. 2, Donini L. M. 3, Ricci P. 1

1 Istituto Italiano di Medicina Sociale, Roma; 2 Federazione Medico Sportiva di Varese, Varese; 3 Istituto di Scienza dell’Alimentazione, Università La Sapienza, Roma


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Obiettivo. L’aspetto socialmente più rilevante del fenomeno doping, benché meno eclatante, è quello dell’abuso di varie sostanze nello sport amatoriale. I medici di base (MDB) hanno un contatto continuo con la popolazione e possono avere un ruolo importante nell’informazione sul doping. Obiettivo dello studio è quello di investigare le conoscenze sul doping, la consapevolezza della sua diffusione e la disponibilità a partecipare a campagne di prevenzione tra i MDB.
Metodi. È stato inviato ad un campione di 1.000 MDB un questionario postale, strutturato in quattro sezioni: anagrafica, conoscenza delle sostanze dopanti, contatti con soggetti che fanno uso di doping, percezione del problema.
Risultati. Il tasso di risposta al questionario è stato del 26,1%. La possibilità che i farmaci prescritti possano risultare come doping viene considerato dal 62,5% degli intervistati. Il 9,2% ha ricevuto richieste di prescrizione di sostanze dopanti e oltre un quarto ha ricevuto richieste di informazioni sul doping. Il 27,6% è in grado di indicare correttamente le sostanze dopanti inserite nel questionario e i MDB maschi mostrano migliori conoscenze a riguardo. Sugli integratori alimentari le conoscenze sono più diffuse: l’85,4% è sufficientemente preparato e solo il 5,0% confonde sostanze dopanti e integratori. La maggioranza dei MDB ritiene che il vero motivo dell’assunzione di integratori alimentari sia il miglioramento delle prestazioni sportive. Gli integratori alimentari sono, tuttavia, le sostanze più frequentemente prescritte ad adulti sportivi. Il 70,5% si sono dichiarati disponibili a partecipare alla campagne antidoping, ma solo la metà di questi si sente preparato a diffondere un’informazione corretta.
Conclusioni. Lo studio ha evidenziato come i MDB hanno conoscenze piuttosto scarse sul doping. Esiste un’evidente percezione dell’entità del fenomeno, ma solo una minoranza si sente preparata sul tema. Appare controverso l’atteggiamento verso gli integratori alimentari: si ha la consapevolezza che il fine dell’assunzione sia ben diverso dall’integrazione di carenze alimentari o disfunzioni metaboliche, tuttavia non si esita a prescriverne. I MDB, se ben preparati, possono svolgere un ruolo importante nella prevenzione del doping. Il bisogno di formazione nel campo è ampio. Vanno pertanto progettati piani di intervento formativo in ambito accademico e di formazione continua.

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