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AREA TERAPEUTICO-RIABILITATIVA   

Medicina dello Sport 2003 December;56(4):317-22

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

La riprogrammazione senso-motoria nella prevenzione delle recidive di distorsione di caviglia: valutazione a 6 mesi in giocatori di basket

Francavilla V. C., La Sala F., Palmeri F., Pancucci G., Parisi A., Francavilla G.

Cattedra di Medicina dello Sport, Università degli Studi di Palermo, Palermo


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Obiettivo. La performance dell’atleta si regge su 2 fattori fondamentali, uno fisico legato alla preparazione, l’altro strutturale, relazionabile all’organizzazione neuro-motoria del sistema mio-articolare, mentre la postura rappresenta il dato variabile che viene modificato dall’insorgere di patologie muscolo-scheletriche a carico della caviglia. La nostra ricerca ha inteso rivalutare il ruolo del «sistema propriocettivo», frequentemente compromesso da traumi compressivi, torsionali o trazionali, nell’economia globale delle tecniche riparative delle lesioni di caviglia.
Metodi. Abbiamo applicato un sistema rigido di inclusione scegliendo 20 atleti agonisti di pallacanestro già trattati secondo protocollo tradizionale che avevano ripresentato una ricaduta. Dopo le prime manovre riabilitative sul sistema capsulo-legamentoso e muscolare, è stato attivato il circuito propriocettivo attraverso una procedura senso-motoria, prima mono-artuale a catena cinetica aperta, e poi bi-artuale a catena cinetica chiusa con carichi crescenti graduali.
Risultati. I dati ottenuti attraverso una valutazione con dinamometro isocinetico e pedana stabilometrica hanno dimostrato la validità della riprogrammazione senso-motoria, conferendo una stretta correlazione tra condizioni anatomo-funzionali e una tattica rieducativa mirata e progressiva, espressione di un nostro criterio di riallenamento, basato sulla ripresa della gestualità specifica, sulla muscolazione e sui carichi di lavoro.
Conclusioni. L’inattività modifica l’unità funzionale capsulo-ligamentosa e muscolo-tendinea, agendo sia sulla struttura che sui centri di informazione e controllo. Pertanto, la guarigione biologica non garantisce il sinergismo delle catene cinetiche e le sequenze cronometriche e gli automatismi indispensabili nell’economia articolare del gesto sportivo. Il complicato recupero dovuto al perdurare di questa «penombra di propriocezione» privilegia la riprogrammazione senso-motoria attraverso una corretta rieducazione propriocettiva.

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