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Gazzetta Medica Italiana - Archivio per le Scienze Mediche 2022 April;181(4):234-8

DOI: 10.23736/S0393-3660.20.04475-7

Copyright © 2020 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Cure palliative e terapia trasfusionale: le esperienze della "Serenissima"

Francesca POLESE 1, Carla ROSSI 1, Giovanni POLES 2, Nevia ARREGHINI 1, Gianluca GESSONI 1

1 Transfusion Medicine ULSS 3 “Serenissima”, Venice, Italy; 2 Palliative Care ULSS 3 “Serenissima”, Venice, Italy



OBIETTIVO: Nei paesi occidentali, i sistemi sanitari sono costretti a confrontarsi sempre di più con le esigenze di una popolazione costituita da pazienti geriatrici non autosufficienti e da pazienti affetti da patologie croniche, oncologiche, oncoematologiche o comunque altamente invalidanti. L’evidenza che la maggior parte di questi pazienti presenti una anemia cronica multifattoriale spesso trasfusione-dipendente ci ha portato a vagliare l’opportunità di una pianificazione del supporto trasfusionale cronico nel tentativo di prevenire le complicanze dell’anemia e diminuire quindi la necessità dell’ospedalizzazione. La legislazione italiana consente di eseguire trasfusioni di emocomponenti nei Centri Servizi per Anziani (CSA), nelle strutture ambulatoriali ospedaliere che effettuano trasfusioni a pazienti esterni (ATE) e al proprio domicilio nel caso di pazienti che rientrino in un programma di cure palliative oncologiche (CPO). La nostra indagine è stata volta a valutare l’esperienza degli ultimi dieci anni di terapia emotrasfusionale condotta in ambienti extra ospedalieri sia a Venezia che a Mestre a confronto con l’attività svolta dalle strutture ATE ospedaliere.
METODI: Sono state estratte da data base le registrazioni delle trasfusioni eseguite in ambito domiciliare, nelle case di cura per anziani e quindi nelle strutture ambulatoriali ospedaliere dal 2010 al 2019.
RISULTATI: Nel periodo considerato, nelle strutture ATE il numero di unità di emazie concentrate (EC) trasfuse è aumentato da 280 a 1347 per Mestre e da 121 a 405 per Venezia; le trasfusioni domiciliari in CPO sono invece passate da 174 a 259. Considerando i CSA il numero di unità di EC trasfuse è incrementato da 53 del 2010 a 404 nel 2019. Deve essere anche sottolineato che le strutture (extraospedaliere) che effettuano trasfusioni di sangue sono aumentate da 5 nel 2010 a 16 nel 2019.
CONCLUSIONI: I dati citati, sebbene ampiamente positivi, non si possono ritenere pienamente soddisfacenti soprattutto a fronte del continuo aumento di pazienti complessi con necessità emotrasfusionale e in considerazione che solo la metà delle CSA presenti nel nostro territorio è in grado attualmente di effettuare tale tipo di terapia ai propri degenti. Inoltre la terapia trasfusionale domiciliare è ad oggi possibile solo nei pazienti oncologici. Per migliorare la gestione terapeutica sarà necessario poter contare su un più ampio coinvolgimento della medicina del territorio e dei medici di medicina generale.


KEY WORDS: Ambulatorio trasfusionale; Cure palliative; Trasfusioni domiciliari

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