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Gazzetta Medica Italiana - Archivio per le Scienze Mediche 2021 January-February;180(1-2):54-8

DOI: 10.23736/S0393-3660.19.04138-X

Copyright © 2019 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Prevenzione intrapartum dell’infezione precoce da streptococco beta-emolitico gruppo B

Francesca BARBIERI , Annunziata MASTROGIACOMO, Luigi COBELLIS

Unit of Obstetrics and Gynecology, Sant’Anna e San Sebastiano Hospital, Caserta, Italy



L’infezione connatale da streptococco beta-emolitico gruppo B si verifica attualmente in Italia con un’incidenza dello 0,5-1 ogni mille nati vivi ma rappresenta comunque una evenienza drammatica per le possibili complicazioni neonatali quali meningiti, polmoniti, sepsi generalizzate, morte perinatale. Il batterio risulta infatti il patogeno più implicato nei casi gravi di sepsi neonatali. Risultano particolarmente a rischio i nati da parti pretermine, di basso peso alla nascita oppure nati da parto distocico/strumentale o altre complicazioni ostetriche quali febbre in travaglio o prolungata rottura prematura delle membrane. L’infezione presenta una distribuzione bimodale con una infezione ad insorgenza precoce (early-onset disease) ed una infezione ad insorgenza tardiva (late-onset disease). La corretta gestione delle pazienti gravide asintomatiche prevede l’identificazione delle portatrici asintomatiche effettuando un tampone vaginale ed un tampone rettale presso il termine, comunque entro le cinque settimane dalla data presunta del parto. In caso di colonizzazione da SGB va effettuato un adeguato trattamento antibiotico nel travaglio di parto e almeno 4 ore prima della nascita (profilassi antibiotica intrapartum) per prevenire la possibilità di un contagio verticale ascendente tra madre e neonato. Vengono specificati gli ulteriori criteri clinici ed anamnestici per scegliere se effettuare o meno una profilassi antibiotica intrapartum.


KEY WORDS: Streptoccocus agalactiae; Infections; Vertical infectious disease transmission; Antibiotic prophylaxis

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