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Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2016 May;175(5):214-22

Copyright © 2016 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Sistema nervoso autonomo e attività cardiaca: vecchie e nuove acquisizioni

Gianfranco PICCIRILLO, Federica MOSCUCCI, Matteo PASCUCCI

Dipartimento di Scienze Cardiovascolari, Respiratorie, Nefrologiche, Anestesiologiche e Geriatriche, Policlinico Umberto I, Università di Roma La Sapienza, Roma, Italia


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Il Sistema Nervosa Autonomo (SNA) gioca un ruolo capitale nella modulazione elettrofisiologica cardiaca e nella aritmogenesi. I meccanismi attraverso i quali può o meno stimolare l’insorgenza di aritmie sono estremamente complessi e diversi in base al tipo di aritmia presa in esame. Nella fibrillazione atriale, una simultanea stimolazione vagale con una di tipo simpatico costituisce lo stimolo più frequente. Al contrario, nella fibrillazione ventricolare nel miocardio ischemico, l’attivazione simpatica costituisce un trigger proaritmico, mentre quella di tipo parasimpatico gioca un ruolo antiaritmico. Nelle sindromi aritmiche ereditarie, la stimolazione simpatica determina l’insorgenza di tachiaritmie ventricolari e morte cardiaca improvvisa, eccezion fatta per la Sindrome di Brugada e la sindrome dell’onda J, nelle quali questo tipo di stimolazione può prevenirle. Lo studio dell’ Heart Rate Variability (un indice di dispersione miocardica temporale), analizzato con il QT variability index (QTVI), specifici segmenti dell’intervallo QT (QT picco-fine) o la coerenza spettale della fase intra-QT possono essere considerati utili strumenti di stratificazione del rischio del paziente per suscettibilità di fibrillazione ventricolare e morte cardiaca improvvisa. L’identificazione di questi specifici triggers di tipo autonomico ha portato all’idea che il SNA, se correttamente stimolato, possa essere impiegato per prevenire e trattare questo tipo di aritmie.

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