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ARTICOLI ORIGINALI   

Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2012 June;171(3):295-303

Copyright © 2012 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Effetto di 21 giorni di un periodo di allenamento “Living High - Training High” sulla pratica del nuoto a livello del mare e risultati delle analisi ematologiche nei nuotatori da competizione

Zoretic D. 1, Kuterovac P. 2

1 School of Kinesiology, University of Zagreb, Zagreb, Croatia; 2 Croatian Swimming Association, Zagreb, Croatia


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Obiettivo. Scopo di questo studio è stato indagare se l’allenamento e la vita ad un altitudine di 2200 metri durante un periodo di tre settimane migliora la velocità e la soglia aerobica ed anaerobica nella pratica del nuoto, e se, in seguito al ritorno a livello del mare, ci sono differenze nel profilo ematologico (emoglobina, hemoglobin [Hb]; globuli rossi, red blood cell [RBC]; ematocrito, hematocrit [HCt]).
Metodi. Sono state prese in esame cinque squadre croate di nuoto di categoria. Sono stati eseguiti un campionamento ematico e dei test di progressione cinque giorni prima della preparazione in altitudine e otto giorni dopo la stessa, dopo il ritorno dei nuotatori a livello del mare.
Risultati. Sono stati determinati cambiamenti statistici significativi tra due punti di misurazione nelle seguenti variabili: la velocità della nuotata in condizioni di aerobiosi (Vaet1, Vaet2; t=-3.13; P=0.035), e la quantità dei globuli rossi (RBC1, RBC2; t=-3,34; P=0,029). La velocità in condizioni di aerobiosi (Vaet) è aumentata del 4,1%, mentre quella in condizioni di anaerobiosi (Vant) è aumentata del 3,3% dopo il ritorno dall’allenamento in altitudine. Nei risultati ematologici può essere osservato un incremento del numero di globuli rossi pari al 3,7% dopo il ritorno dall’allenamento in altitudine, mentre il livello dell’emoglobina e la percentuale di ematocrito sono rimasti gli stessi.
Conclusioni. Riguardo l’aumento di Vaet e Vant, può essere affermato che si è verificato principalmente un aumento della misurazione della velocità durante il test di nuoto progressivo a causa di un aumento significativo del numero di eritrociti, responsabile dell’aumento dell’apporto di ossigeno ai muscoli (incremento del consumo massimo di ossigeno) e di conseguenza dell’incremento della velocità della prestazione.

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