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Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2010 October;169(5):173-9

Copyright © 2010 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Frattura del femore negli anziani: epidemiologia ed esiti

Ronchetto F., Lissolo S., Ruscino S., Martinelli E.

SCDO Geriatria e Lungodegenza, ASL TO4 Ospedali di Cuorgnè e Castellamonte, Italia


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Obiettivo. La frattura del femore conseguente a caduta è un problema di salute in crescendo nel mondo. Tra gli anziani essa è causa di sostanziale morbilità, mortalità e utilizzo dei servizi sanitari. Lo scopo di questo articolo è quello di illustrare e discutere l’epidemiologia e gli esiti avversi di tali fratture.
Metodi. Analisi dei dati di studi epidemiologici e clinici pubblicati dal 1972 al 2009 concernenti la mortalità a breve e a lungo termine delle fratture del femore
Risultati. La mortalità ospedaliera varia dal 2.7% al 14.3%. La mortalità a lungo termine, presenta notevoli variazioni, dal 5.4% al 33% a 6 mesi a dal 11.8% al 33% ad 1 anno, , a seconda della specifica popolazione studiata. Tra i pazienti viventi il 20% sviluppa una disabilità permanente, il 25% diventa totalmente e fino al 50% parzialmente dipendente. Il recupero delle funzioni è un processo lento e il recupero della deambulazione e abilità ad eseguire le attività di vita quotidiana (ADLs) richiede anche un anno dopo la frattura.
Conclusione. In questo scenario, la prevenzione delle cadute assume un’importanza cruciale. Tuttavia, anche se sono state identificate strategie preventive e linee guida per ridurre le cadute, e parecchie terapie di provata efficacia nel ridurre il rischio di frattura sono disponibili (es. farmaci antiosteoporotici), la valutazione medica e l’allestimento di appropriati interventi sembrano essere esclusi da una sistematica attenzione da parte dei clinici.

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