Home > Riviste > Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche > Fascicoli precedenti > Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2010 April;169(2) > Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2010 April;169(2):47-50

ULTIMO FASCICOLO
 

JOURNAL TOOLS

eTOC
Per abbonarsi
Sottometti un articolo
Segnala alla tua biblioteca
 

ARTICLE TOOLS

Estratti
Permessi

 

REVIEW   

Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2010 April;169(2):47-50

Copyright © 2010 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Dal riposo a letto all’attività in palestra: storia della riabilitazione cardiologica

Piccoli M. 1, Fioranelli M. 2, Cerquetani E. 1, Roccia M. G. 2

1 Unità Operativa di Cardiologia Riabilitativa Policlinico “Luigi di Liegro”, Roma, Italia 2 Universita degli Studi “Guglielmo Marconi”, Roma, Italia


PDF


Già nel 1771 Heberden descrisse il beneficio prodotto da un programma di esercizio in un paziente con disturbi toracici; ma questo dato contrastava con il concetto comune che considerava l’esercizio fisico come destinato alle classi sociali inferiori. La concezione che il paziente affetto da una cardiopatia dovesse essere confinato a letto ampiamente rappresentato la pratica cardiologica fino agli anni 50. Durante gli anni 60 si evidenzio’ il deterioramento delle condizioni fisiche e psicologiche, indotto dalla permanenza prolungata a letto. Solo nel 1982 a Dusseldorf, durante il Congresso della Società Europea di Cardiologia viene fondato il Working Group of Cardiac Rehabilitation, piattaforma ideale per il confronto e la diffusione di idee riabilitative in ambito cardiovascolare. Oggi e’ cambiato lo scenario: i ricoveri nei Reparti di Cardiologia e Cardiochirurgia sono sempre più brevi e le dimissioni precoci. Un inadeguato programma di prevenzione secondaria ed un inadeguata attivita’ motoria comporta un aumento della reopedalizzazioni ed un conseguente incremento dei costi sanitari.

inizio pagina