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Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2009 December;168(6):385-93

Copyright © 2010 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Morte improvvisa nei giovani: esiste veramente il “rischio dei ponti”?

Santella R., Roselli T., Masarone D., Valente F., Auriemma P., Capogrosso C., Alfano G., Iannaccone M., Di Pasquale L., Calabrò P., Limongelli G., Russo M. G., Calabrò R.

Divisione di Cardiologia, A.O. Monaldi, Cardiologia Seconda Università degli Studi di Napoli, Napoli


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Il termine “Ponti miocardici” (PM), un’anomalia congenita delle coronarie, si riferisce ad un segmento di un’arteria coronarica epicardica principale, che attraversa il miocardio, al di sotto di un ponte di tessuto miocardico (“arteria tunnellizzata”). I PM, considerati per molto tempo una varietà anatomica benigna, poiché erano di comune riscontro all’esame autoptico di pazienti normali, sono stati associati all’angina, all’infarto miocardico acuto, alla tachicardia ventricolare, alla sincope, al blocco atrio-ventricolare, alla morte improvvisa. Durante ogni sistole ventricolare, la compressione della diramazione coronarica indotta dai PM determina un’interruzione del flusso sistolico. Gli studi indicano che l’intima al di sotto dei PM potrebbe proteggere dall’aterosclerosi, mentre il segmento prossimale risulta più suscettibile alla comparsa e alla progressione della placca aterosclerotica. L’articolo riporta le più recenti conoscenze sull’anatomia, la fisiopatologia, le manifestazioni cliniche e la terapia dei PM.

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