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Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2007 February;166(1):9-13

Copyright © 2007 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Influenza del livello sierico di 25-idrossi vitamina D sull’Helicobacter pilori nei pazienti con insufficienza renale in stadio terminale sottoposti a regolare dialisi

Nasri H. 1, Baradaran A. 2

1 Hemodialysis Section, Hajar Medical, Educational and Therapeutic Center, Shahrekord University of Medical Sciences, Shahrekord, Iran; 2 Department of Biochemistry, Center of Research and Reference, Laboratory of Iran, Hospital Bu Ali, Tehran, Iran


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Obiettivo. Chiarire se e come nei pazienti con uremici o sottoposti ad emodialisi di mantenimento l’infezione da H. pilori sia influenzata dalla concentrazione sierica della 25-idrossi vitamina D.
Metodi. Lo studio è stato eseguito su pazienti con nefropatia in stadio terminale, sottoposti a trattamento emodialitico di mantenimento. Tramite saggio di immunoassorbimento mediante anticorpi enzimodipendenti (enzyme-linked immunosorbent assay, ELISA) sono stati misurati i livelli sierici di 25-idrossi vitamina D (25OH vitamina D) e i titoli sierici dell’anticorpo IgG specifico per H. pilori.
Risultati. In totale sono stati studiati 36 pazienti (15 di sesso femminile e 21 di sesso maschile). L’età media dei pazienti era di 47±17 anni. Nei pazienti emodializzati il livello sierico della 25OH vitamina D era di 15,5±18,7 (mediana: 3,5) nmol/l. Il titolo sierico degli anticorpi IgG specifici per H. pilori era di 7,7±9,9 u/ml (mediana: 2 u/ml). In questo studio è emersa una correlazione positiva significativa tra i livelli sierici di 25OH vitamina D e quelli degli anticorpi IgG specifici per H. pilori (dati aggiustati per età, URR, durata e dosaggi della dialisi) r=0,36; p=0,043).
Conclusioni. Sembra che la vitamina D possa influenzare positivamente lo status infiammatorio cronico dei pazienti emodializzati e che possa potenziarne la risposta immune e consentirgli di contrastare meglio l’infezione, grazie alla sua effetto positivo su H. pilori. A causa di questi effetti immunomodulanti, gli analoghi della vitamina D possono offrire un nuovo mezzo per controllare lo status infiammatorio dei pazienti con nefropatia in stadio terminale.

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