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Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2004 December;163(6):233-8

Copyright © 2004 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Acetilcisteina: una terapia aggiuntiva per la nefroprotezione nell’intervento di correzione di aneurisma toraco-addominale

Cinà C. S. 1, Jhirad R. 1, Laganà A. 1, Hashem M. 2, Clase C. M. 3

1 Division of Vascular Surgery, McMaster University, Hamilton, Canada; 2 Department of Anaesthesia, McMaster University, Hamilton, Canada; 3 Division of Nephrology, McMaster University, Hamilton, Canada


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Obiettivo. I radicali liberi che si formano come conseguenza del danno da riperfusione ischemica contribuiscono al danno renale in seguito all'intervento di correzione di aneurisma toraco-addominale. L'obiettivo del presente studio consiste nella valutazione dell'efficacia della N-acetilcisteina, uno scavenger dei radicali liberi, nel ridurre la disfunzionalità renale in questi pazienti.
Metodi. Una coorte di 20 pazienti consecutivi sottoposti a intervento di correzione di aneurisma toraco-addominale rappresentavano il gruppo di trattamento. Nel giorno precedente l’intervento e in quello successivo, ai pazienti è stata somministrata una dose di 600 mg di N-acetilcisteina per via orale oppure per via endovenosa, 2 volte al giorno. Sono stati quindi raccolti con criterio prospettico i dati riguardanti l’urea, la creatinina, l'urina prodotta, gli interventi concomitanti e la funzionalità renale. Il gruppo di controllo consisteva in una coorte retrospettica di 20 pazienti consecutivi. Sono stati esclusi gli interventi eseguiti in urgenza e gli interventi per aneurisma toracico. Un dispositivo di assistenza per il ventricolo sinistro è stato utilizzato sia per l’intervento di correzione di aneurisma toraco-addominale di tipo I, II e III, sia per la tecnica di clampaggio dell’aneurisma di tipo IV (classificazione secondo Crawford). Come outcome primario, al 3° giorno dopo l’intervento è stato riscontrato un aumento della creatinina pari al 40% rispetto al valore di partenza. Ulteriori indagini sono state condotte al fine di rilevare la necessità di dialisi e le modificazioni della creatinina al 3°, 6° e 7° giorno dopo l’intervento.
Risultati. Il gruppo di pazienti trattati con N-acetilcisteina e il gruppo di controllo erano confrontabili per quanto riguarda le dimensioni dell'aneurisma. Anche l'età, il sesso e le patologie in comorbidità dei pazienti appartenenti ai 2 gruppi erano simili. Non sono state osservate differenze statisticamente significative nell'outcome primario (riduzione del rischio assoluto pari al 20%; intervallo di confidenza al 95% compreso tra 6 e 44%; P=0,34). La differenza tra i due gruppi nel valore assoluto della creatinina sierica all'inizio dello studio e al 3° e 7° giorno non ha raggiunto la significatività statistica, tuttavia ha mostrato una tendenza verso valori più bassi nel gruppo dei pazienti trattati con N-acetilcisteina al 7° giorno (P=0,06). Il livello sierico di creatinina misurato al picco e al 3°, 6° e 7° giorno dimostra che il livello di creatinina aumenta dopo l’intervento chirurgico, con un effetto statisticamente significativo in base alle misurazioni ripetute dell’analisi della varianza (P<0,0001). Anche il tempo di interazione del trattamento con N-acetilcisteina è significativo (P=0,029) e suggerisce un effetto di tipo protettivo nei confronti del’aumento atteso della creatinina sierica. La riduzione del rischio assoluto di dialisi temporanea oppure cronica, associata all'utilizzo di N-acetilcisteina, non ha raggiunto la significatività statistica. (riduzione del rischio assoluto pari al 20%; P=0,12).
Conclusioni. La N-acetilcisteina si propone come un valido agente nefroprotettore nell'intervento di correzione di aneurisma toraco-addominale. Sono tuttavia necessari ulteriori studi clinici di tipo randomizzato.

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