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ARTICOLI ORIGINALI   

Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2004 October;163(5):145-8

Copyright © 2004 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Cardiomiopatia dilatativa e bilancio emoreologico

Mazzone M. 1, Forte P. 1, Portale G. 1, Buccelletti F. 1, Ursella S. 1, La Sala M. 1, Testa A. 1, Covino M. 1, Pignataro G. 1, Ierardi C. 2, Bellocci F. 2, Biasucci L. 2, Rebuzzi A. 2, Gentiloni Silveri N. 1

1 Department of Emergency and Admission, Catholic University of The Sacred Heart, Rome, Italy; 2 Unit of Cardiology, Catholic University of The Sacred Heart, Rome, Italy


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Obiettivo. I pazienti con insufficienza cardiaca congestizia presentano un’alterazione dell’assetto emoreologico, testimoniato dagli elevati livelli di d-dimero, se confrontati a pazienti con cardiopatia ischemica, ma senza insufficienza ventricolare. Per provare l’ipotesi che ci sia una correlazione tra questa patologia e uno stato protrombotico, abbiamo testato i markers di attivazione della fibrinolisi, in particolare, il d-dimero.
Metodi. Sono stati reclutati 15 pazienti (8 di sesso maschile e 7 di sesso femminile), di età media pari a 73,1±12,8 anni, con insufficienza cardiaca acuta, che si sono presentati in Pronto Soccorso tra marzo e maggio 2003.
Sono stati sottoposti a prelievo di sangue venoso periferico per gli esami ematochimici di routine, a una radiografia del torace, a ECG e a ecocardiogramma.
Risultati. L’ecocardiogramma ha mostrato una frazione di eiezione media (EF) di 25,2%±9. I markers di miocardionecrosi sono risultati alti nei pazienti con sindrome coronarica acuta; la radiografia del torace ha mostrato un ingrandimento dell’impronta cardiomediastinica. Le prove emocoagulative non hanno mostrato un allungamento del tempo di protrombine, né del tempo di tromboplastina parziale, né dell’INR, bensì un innalzamento dei livelli di d-dimero (valore medio 1617,5 ± 1428,5 ng/ml), testimonianza dell’attivazione della fibrinolisi.
Conclusioni. Molti lavori hanno sottolineato la correlazione tra dilatazione delle cavità cardiache, stasi venosa e sviluppo di trombi nel sistema venoso periferico, soprattutto nei pazienti con bassa frazione di eiezione: la stasi, infatti, contribuirebbe all’alterazione dell’assetto emoreologico. Le concentrazioni plasmatiche di d-dimero sarebbero correlate sia al grado di insufficienza cardiaca stimato in base alla classificazione NYHA, sia alla riduzione della frazione di eiezione, documentata ecocardiograficamente.

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