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Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 2002 October;161(4-5):157-9

Copyright © 2002 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Allergia ai mezzi di contrasto radiologici

Nifosì G.

U. O. Medicina Interna, Azienda Ospedaliera Gravina, Caltagirone (Catania)


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I mezzi di contrasto radiologici sono sostanze chimiche molto utilizzate in campo medico. A volte si rendono responsabili di eventi avversi gravi e potenzialmente letali. Attualmente l’uso di preparati a bassa osmolarità, ionici o non ionici, ha ridotto notevolmente l’incidenza degli eventi avversi gravi (0,05%). Da un punto di vista clinico si distinguono reazioni locali (rinite, asma, reazioni cutanee) e generali (orticaria-angioedema, cardiopatie, convulsioni, anafilassi), di grado lieve, moderato e severo. Da un punto di vista patogenetico essi agiscono con un meccanismo tossico, pseudoallergico o da attivazione complementare. L’incidenza delle reazioni severe pericolose per la vita, quali grave ipotensione, aritmie cardiache o arresto, edema polmonare o laringeo e convulsioni è di 0,01-0,1% nei pazienti sottoposti ad esami contrastografici. Pazienti con precedente storia di reazioni anafilattoidi a mezzi di contrasto hanno un’incidenza molto elevata di reazioni maggiori e pertanto debbono essere esclusi. L’atopia non aumenta significativamente il rischio. Una premedicazione con steroidi ed antistaminici riduce l’incidenza delle reazioni avverse.

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