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NOTE DI TERAPIA   

Gazzetta Medica Italiana Archivio per le Scienze Mediche 1999 April;158(2):65-8

Copyright © 1999 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Terapia ormonale sostitutiva in menopausa. Orientamenti attuali

Grio R., Curti A., Geranio R., Piacentino R.

Università degli Studi - Torino, Dipartimento di Scienze Ginecologiche Ostetriche, Cattedra C, Unità di Semeiotica Ostetrica e Ginecologica


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È ormai certo che nel periodo post-menopausale l’esistenza della donna è gravemente perturbata a causa di disturbi vasomotori, alterazioni dell’equilibrio psicoemotivo, sintomi di natura trofica a carico del sistema osseo e genito-urinario ed un notevole incremento del rischio di cardiopatia ischemica.
È stata ampiamente dimostrata l’estrema efficacia di una pronta ed appropriata terapia ormonale sostitutiva (HRT) nel ritardare ed in gran parte eliminare le conseguenze della deficienza di estrogeni sull’organismo.
In seguito ai numerosi studi condotti a riguardo, si può affermare che l’HRT con estrogeni e progestinici, ormai di comune impiego sia in America che in Europa, permette di ottenere i seguenti risultati: a breve termine si osserva un netto miglioramento della qualità della vita ed in particolare della attività sessuale attraverso l’aumento della libido, il ripristino della lubrificazione vaginale e la facilitazione orgasmica; a lungo termine offre 3 vantaggi: prevenzione dell’osteoporosi, delle malattie cardiovascolari, della demenza vascolare e di alcuni tipi di malattia di Alzheimer. Fino a 5 anni di terapia, non si riscontra un incremento del rischio di tumore alla mammella, mentre dopo i 5 anni il rischio aumenta, perciò la prosecuzione dell’HRT per un periodo maggiore va riservata solo alle donne in menopausa prematura o che presentano un elevato rischio di fratture osteoporotiche o di eventi coronarici fatali.

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