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REVIEW   

Minerva Gastroenterologica e Dietologica 2008 September;54(3):259-75

Copyright © 2008 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Nefrotossicità delle immunoglobuline endovenose nel trapianto di fegato per cirrosi HBV-correlata: un argomento sopravvalutato?

Angeli P., Scaglione F.

1 Department of Clinical and Experimental Medicine University of Padua, Padua, Italy 2 Department of Pharmacology, Chemotherapy and Toxicology University of Milan, Milan, Italy


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Com’è ben noto l’insufficienza renale acuta o cronica è una complicanza abbastanza frequente dopo trapianto epatico ortotopico (OLT). La natura multifattoriale dell’insorgenza precoce o tardiva dell’insufficienza renale nei pazienti affetti da cirrosi HBV-correlata non è tenuta in grande considerazione dalla comunità trapiantologica, poiché essa viene in genere attribuita alla tossicità da inibitori delle calcineurine, usati da soli o in combinazione con altri farmaci nefrotossici. La potenziale nefrotossicità di alcune immunoglobuline somministrate per via endovenosa, che più di altri farmaci potrebbero compromettere la funzione renale, è stata completamente ignorata. L’uso di immunoglobuline polivalenti è stata associata, in passato, a numerosi aspetti irrisolti nel trattamento della patologia, inclusa la loro potenziale nefrotossicità. L’esame anatomopatologico renale rivela, in genere, alterazioni tipicamente derivate da nefrosi osmotica. Questa ipotesi è ulteriormente supportata dal fatto che in molti casi l’insufficienza renale è stata associata, soprattutto in passato, con l’uso di Ig che contengono saccarosio. Nei pazienti sottoposti a OLT per cirrosi HBV-correlata l’uso di immunoglobuline anti-HBV (HBIg) nella prevenzione della recidiva di HBV è molto efficace e ha influenzato in maniera sostanziale l’esito dei trapianti. Nonostante ciò, l’uso improprio delle HBIg potrebbe aumentare il rischio di insufficienza renale, soprattutto se combinato con farmaci nefrotossici.

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