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  RETURN TO DRIVING AFTER TRAUMATIC BRAIN INJURY - Part II Guest Editors: Bruno Gradenigo, Anna Mazzucchi Freefree

Europa Medicophysica 2002 March;38(1):25-8

Copyright © 2002 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Driving after acquired brain injury from research to reality

Brooks N.

From the Rehab Without Walls Crownhill, Milton Keynes, (UK)


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Non è facile prevedere se un soggetto che ha subito una lesione cerebrale potrà o meno tornare alla guida di un automezzo. La Letteratura su questo tema fornisce molti interessanti punti di discussione, ma non fornisce alcun “gold standard” test. I professionisti coinvolti, incluso l’Autore e i suoi collaboratori, nella decisione se sia o no indicato consentire che un cerebroleso possa tornare a guidare, non sempre fanno la scelta corretta, anzi possono facilmente incappare in giudizi falsamente positivi o falsamente negativi sulla sua effettiva capacità di guida. Nella sua pratica, l’Autore si trova costantemente a dover prendere atto che ogni soggetto cerebroleso è diverso dagli altri, e che l’aver mantenuto capacità di autocritica e di giudizio gli può consentire di compensare una ridotta velocità di reazione, soprattutto se la capacità di autocritica si traduce in un adattamento dello stile di guida. Viene preso atto che i professionisti coinvolti nella decisione sulla opportunità o meno di consentire la ripresa della guida dopo trauma cranico si trovano di fronte a rilevanti dilemmi, sia legali che etici, e che esiste un elevato problema di rischio, per questo si ritiene che sia assai opportuno tener conto di tutte informazione cliniche basate sull’evidenza

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