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Esperienze Dermatologiche 2015 December;17(4):167-70

Copyright © 2016 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Il punto sulla terapia delle infezioni sessualmente trasmesse

Calista D. 1, Valenzano L. 2

1 Unità Operativa di Dermatologia, Ospedale “M Bufalini”, Cesena, Italia; 2 Istituto San Gallicano Roma, Italia


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La progressiva abolizione dei confini nazionali in Europa, la crescente mobilità internazionale delle persone, sia per motivi di lavoro che per vacanza, e gli imponenti flussi migratori degli ultimi decenni sono fra le cause del rapido cambiamento della nostra società costretta ad assorbire altre culture, spesso lontane e molto diverse. In tale contesto i dermatologi italiani da tempo si confrontano con la recrudescenza di malattie quali la sifilide e le uretriti, che negli anni 90 avevano raggiunto la prevalenza più bassa di sempre, e con la comparsa di altre malattie a trasmissione sessuale quali il linfogranuloma venereo e l’ulcera molle che, fino a qualche anno fa, si studiavano solo sui libri. Il primo decennio del nuovo millennio ha visto il mutamento della percezione delle malattie infettive da eventi strettamente nazionali a condizioni continentali. Tale passaggio è stato sancito nel 2005 dalla nascita dello European Center for Diseases Control (ECDC), agenzia indipendente ispirata al modello del CDC di Atlanta, che ha la sua sede a Solna, in Svezia, e che ha lo scopo di tutelare i cittadini europei da epidemie di malattie infettive. La costituzione di tale ente è stata concepita proprio a seguito dell’intensificazione dei flussi migratori interni ed esterni all’Unione e questo ente è divenuto un prezioso punto di riferimento epidemiologico per quanto riguarda la prevalenza delle malattie trasmesse sessualmente (MTS) su scala continentale. È auspicabile che in futuro lo ECDC possa impegnarsi anche nel monitoraggio delle resistenze farmacologiche, soprattutto a carico di Neisseria gonorrhoeae e di Clamidia.

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