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  INFEZIONI E MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI: SFIDE VECCHIE E NUOVE PARTE II 

Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2012 October;147(5):455-66

Copyright © 2012 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Herpes genitale in gravidanza

Guerra B., Puccetti C., Cervi F.

S. Orsola-Malpighi Hospital, University of Bologna, Bologna, Italy


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L’herpes genitale è un’infezione a trasmissione sessuale molto diffusa. Se presente in gravidanza va considerata la possibilità di trasmissione al neonato con un tasso di trasmissione variabile in relazione al tipo virale e al tipo di infezione, primaria o ricorrente, che si manifesti in prossimità del parto. L’infezione neonatale è rara, ma costituisce una complicanza molto seria ed è causata dal contatto del feto con lesioni o secrezioni genitali materne infette durante il travaglio. L’infezione materna primaria nel terzo trimestre di gestazione comporta il rischio più alto di trasmissione al neonato. La prevenzione dell’herpes neonatale consiste nell’evitare alla gravida l’acquisizione dell’infezione nella fase finale della gestazione mediante uno specifico counseling comportamentale e al feto l’esposizione all’infezione genitale materna durante il parto. Pertanto le gravide non infette o di cui non sia noto lo stato immunitario devono essere informate circa la necessità di evitare rapporti sessuali non protetti nel terzo trimestre di gestazione e per le gravide con lesioni genitali o sintomi prodromici in prossimità del termine è raccomandato il taglio cesareo elettivo prima dell’inizio del travaglio. Parallelamente va considerato l’approccio farmacologico con Acyclovir a partire dalla 36a settimana nell’ottica di ridurre le ricorrenze in prossimità del parto e con esse la necessità di ricorso al taglio cesareo. Correntemente lo screening sierologico in gravidanza non è raccomandato e l’identificazione della gravida con infezione erpetica genitale su base clinica non è semplice dato che di frequente l’infezione si manifesta in modo subclinico. Poiché molte madri di nati infetti non sono a conoscenza del loro stato di infezione, è auspicabile che il riconoscimento dell’infezione primaria asintomatica costituisca il prossimo obiettivo della ricerca.

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