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Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia 2005 February;140(1):15-25

Copyright © 2005 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

L’epiluminescenza nella pratica clinica ambulatoriale: accuratezza diagnostica ed utilità del monitoraggio videodermatoscopico

Broganelli P. 1, Chiaretta A. 1, Sacerdote C. 2, Pippione M. 1

1 Dermatology Clinic II, Department of Biomedical Science University of Turin, Turin, Italy 2 Unit of Cancer Epidemiology S. Giovanni Battista Hospital, Turin, Italy


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Obiettivo. Valutare la sensibilità, la specificità e l’accuratezza dell’epiluminescenza (ELM) nel distinguere le lesioni melanocitiche da quelle non melanocitiche e nel diagnosticare i melanomi all’interno delle lesioni melanocitiche nell’ambito della pratica clinica ambulatoriale. Valutare inoltre l’utilità del follow-up dermatoscopico nell’individuare eventuali falsi negativi.
Metodi. I dati riportati fanno riferimento alla pratica clinica ambulatoriale condotta nel quinquennio 1998-2002. Si sono osservate in ELM 27 885 lesioni cutanee pigmentate (melanocitiche e non melanocitiche) reputate sospette secondo parametri clinico-anamnestici, in 10 974 pazienti. Di queste 735 (2,64%), per presenza di atipie dermatoscopiche significative, sono state sottoposte ad exeresi ed esaminate istologicamente. Per le altre lesioni si sono programmati follow-up a distanza di alcuni mesi indicativamente a 3-6-12 mesi.
Risultati. L’ELM ha mostrato una accuratezza del 98,76% nel distinguere le lesioni melanocitiche da quelle non melanocitiche, una sensibilità del 92,59%, una specificità del 98,11% ed un’accuratezza pari al 84,75% nel distinguere i melanomi rispetto alle altre lesioni melanocitiche (non melanomi). Gli errori diagnostici sono stati rivalutati alla luce della diagnosi istologica (considerata comunque il gold-standard).
È stato possibile effettuare il monitoraggio videodermatoscopico solo su 17 253 lesioni delle 26 089 programmate con una mancata compliance nelle restanti 8 836 (33,87%). Ottantacinque lesioni (0,49% delle lesioni rivalutate al follow-up) presentavano modificazioni ritenute sostanziali (comparsa di parametri di sospetto all’ELM e/o incremento dimensionale) al follow-up dermatoscopico eseguito a distanza di 3-6 mesi dalla prima osservazione. Tali lesioni sono state pertanto sottoposte ad exeresi chirurgica, permettendo di individuare 6 melanomi (massimo spessore 0,4 mm).
Conclusioni. Secondo la nostra esperienza, è possibile migliorare l’accuratezza diagnostica associando la valutazione clinica e quella dermatoscopica. La rivalutazione delle lesioni non escisse a breve distanza attraverso immagini sequenziali e standardizzate, consente di individuare eventuali modifiche morfo-evolutive che, in 6 casi (0,035%) hanno permesso di rivelare i falsi negativi. Questo approccio diagnostico ci ha inoltre consentito di limitare il numero di “exeresi cautelative” soprattutto nei soggetti portatori di numerosi nevi.

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