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CASI CLINICI   

Chirurgia 2012 August;25(4):281-2

Copyright © 2012 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Trombo migrante intrappolato nel forame ovale pervio: un caso insolito trattato con successo tramite terapia isolata a base di anticoaugulante orale

Nicolò F., Grego S., Gislao V., Nardi P., Polisca P., Chiariello L.

Department of Cardiac Surgery, Policlinico Tor Vergata, Tor Vergata University, Rome, Italy


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Le masse atriali possono essere benigne (indicate solitamente come mixomi) o maligne (di solito metastatiche) oppure trombi. Questi ultimi possono essere migratori, di solito conseguenti a un evento trombotico nelle vene degli arti inferiori, oppure locali, causati da fibrillazione atriale. La migrazione dei trombi dalle vene degli arti inferiori può dare origine a emboli polmonari entro le 24 ore. Ciò si manifesta come embolia polmonare massiva nel 30% dei casi, con un tasso di mortalità del 50% circa. I trombi intrappolati nel forame ovale pervio associati a embolia polmonare acuta non sono una condizione frequente (4%) e nonostante tutte le opzioni terapeutiche il tasso di mortalità rimane alto (21-45%). Le opzioni terapeutiche includono embolectomia chirurgica, embolectomia percutanea, la trombolisi e la terapia anticoagulante. Queste possibilità possono essere abbinate al posizionamento di un filtro nella vena cava inferiore. Qui riportiamo il caso di una donna di 77 anni colpita da embolia polmonare, causata dalla migrazione di un trombo intrappolato a livello del forame ovale pervio, che è stato completamente risolto attraverso terapia anticoaugulante orale.

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