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EDITORIALE   

Chirurgia 2000 October-December;13(5-6):247-52

Copyright © 2000 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

L’evoluzione del trattamento chirurgico dell’acalasia esofagea

Feo C. V., Zamboni P., Liboni A., Patti M. G.


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L'acalasia esofagea è una malattia rara, caratterizzata dall'assenza di peristalsi esofagea e dal rilassamento incompleto dello sfintere esofageo inferiore che ha una pressione superiore alla norma. L'eziologia della malattia è sconosciuta; la terapia, quindi, mira a migliorare lo svuotamento esofageo attenuando l'ostacolo funzionale costituito dallo sfintere esofageo inferiore. Tale obiettivo può essere raggiunto sia con la dilatazione pneumatica che con la cardiomiotomia chirurgica, gli unici trattamenti efficaci e duraturi dell'acalasia. Infatti, i farmaci quali i calcio-antagonisti sono inefficaci, e le iniezioni di tossina botulinica offrirebbero solo un miglioramento temporaneo dei sintomi.
La dilatazione pneumatica è stata preferita alla chirurgia, in passato, per la morbosità associata alla toracotomia e laparotomia. Tuttavia, con lo sviluppo delle tecniche mininvasive l'approccio chirurgico ha guadagnato consensi sia fra i pazienti che fra i gastroenterologi. Il ruolo della chirurgia nel trattamento dell'acalasia, quindi, sembra essere in via di cambiamento.
Il nostro obiettivo, è quello di ripercorrere l'evoluzione nel trattamento chirurgico dell'acalasia esofagea avvenuta nell'ultimo decennio. In particolare, analizzare lo sviluppo delle tecniche mininvasive e il passaggio dall'approccio toracoscopico senza una plastica anti-reflusso a quello laparoscopico con una fundoplicatio secondo Dor o Toupet.

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