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Italian Journal of Maxillofacial Surgery 2006 April-December;17(1-3):25-30

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

L’impiego dell’osso omologo nelle voluminose neoformazioni cistiche mandibolari in età pediatrica. Analisi clinico/radiologica

Burlini D. 1, Negrini S. 2, Farè M. 3, Rebuffini E. 1, Merulla V. E. 1

1 Paediatric Maxillo-Facial Surgery Unit Children’s Hospital, Spedali Civili Brescia, Brescia, Italy 2 Maxillo-Facial Surgery Unit Spedali Civili Brescia, Brescia, Italy 3 Regional Musculoskelatal Tissue Bank “Gaetano Pini” Orthopaedic Hospital, Milan, Italy


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Obiettivi. Obiettivo del lavoro è di valutare, mediante un’analisi clinica e radiologica, l’utilizzo dell’osso omologo nelle ricostruzioni di lesioni cistiche mandibolari in soggetti in età pediatrica.
Metodi. Sono stati studiati, mediante la comparazione delle immagini radiologiche a 12 mesi, 13 pazienti (di età compresa tra i 7 ed i 14 anni) con lesioni cistiche mandibolari nei quali è stato utilizzato l’osso omologo liofilizzato (chips o stecche) provenienti dalla Banca Regionale del Tessuto muscolo-scheletrico.
Risultati. Le immagini radiologiche a 12 mesi hanno documentato un aspetto omogeneo dell’osso innestato, rispetto la zona circostante, con ripristino della normale morfologia mandibolare.
Conclusioni. Si può concludere che, in considerazione delle caratteristiche organiche dell’osso omologo e della difficoltà nei soggetti pediatrici di reperire materiale di riempimento delle ampie zone di lisi ossea, l’impiego dell’osso omologo rappresenta un’incoraggiante alternativa all’osso autologo.

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