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REVIEW   

Acta Phlebologica 2014 December;15(3):87-94

Copyright © 2014 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Il problema del trattamento del tromboembolismo venoso: una guida clinica per l’interpretazione del rischio trombotico

Prisco D. 1, 2, Cenci C. 1, Ciucciarelli L. 1, 2, Cameli A. 1, 2, Silvestri E. 1, 2

1 Department of Experimental and Clinical Medicine, University of Florence, Florence, Italy; 2 SOD Patologia Medica, AOU Careggi, Florence, Italy


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Il tromboembolismo venoso (TEV) rappresenta una delle maggiori cause di morbilità e mortalità nei paesi occidentali dati la sua elevata incidenza e il significativo tasso di recidiva. È necessario pertanto che l’approccio al TEV comprenda, da un lato, un’accurata prevenzione primaria degli eventi e, dall’altro, un trattamento efficace, basato sulla stratificazione dei pazienti in base al rischio trombotico personale. Perciò, le ricerche scientifiche degli ultimi anni hanno puntato alla creazione di modelli di stratificazione del rischio tromboembolico che includono i principali fattori di rischio trombotico con l’obiettivo di fornire una guida per i medici per identificare i pazienti a più alto rischio che possano trarre beneficio dalla profilassi. La valutazione del rischio trombotico è fondamentale anche nel campo della prevenzione secondaria del TEV, al fine di identificare i pazienti che necessitano di anticoagulazione a lungo termine, dopo il trattamento standard di tre mesi. Dagli studi clinici e dalle meta-analisi in letteratura emerge come il sesso maschile, la sede del TEV, l’entità del trombo residuo ed i livelli di D-dimero dopo la sospensione del trattamento anticoagulante siano i principali fattori di rischio per recidiva di TEV e questi aspetti sono stati inseriti, in misura diversa, negli algoritmi di stratificazione attualmente disponibili.

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