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Acta Phlebologica 2012 December;13(3):125-30

Copyright © 2013 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Trombofilia e malattia vascolare: indicazioni al trattamento dei pazienti asintomatici

Aluigi L. 1, Antignani P. L. 2

1 Department of Internal Medicine, Centre and School of Ultrasound Applications, Major Hospital, Bologna, Italy; 2 Department of Angiology, S. Giovanni Hospital, Rome, Italy


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Il tromboembolismo venoso rappresenta una causa comune di mortalità e morbilità nei paesi occidentali. Il termine trombofilia esprime la tendenza a sviluppare trombosi sulla base di alterazioni congenite o acquisite della coagulazione e della meccanismo fibrinolitico legato ad uno stato protrombotico. Una condizione di deficit ereditario è identificabile nel 30-50 % dei pazienti; il fattore V di Leiden, la protrombina 20210G>A e i deficit di proteina C, proteina S e di antitrombina rappresentano le condizioni a maggior rischio di tromboembolismo. Anche alcuni fattori non modificabili come l’età avanzata e la storia familiare di tromboembolismo aumentano il rischio trombotico come molti altri fattori acquisiti. Attualmente il tromboembolismo venoso viene considerata un modello multicasuale poiché l’evento trombotico è il risultato di interazioni tra gene e gene e tra gene e l’ambiente (per esempio le abitudini alimentari, i viaggi, o altri fattori di rischio come la chirurgia, il trauma, la gravidanza e il puerperio e il trattamento contraccettivo orale). Pertanto la valutazione dei fattori di rischio risulta essere un passaggio essenziale per la prevenzione e la gestione dei soggetti sintomatici.

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