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Otorinolaringologia 2000 September;50(3):139-44

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Studio dei processi immunologici generali e locali nelle sequele flogistiche recidivanti delle cavità di radicale

Lenzi A., Zaghis A. *, Zerboni R. **

Ospedale Civile di Legnano Presidio Ospedaliero di Magenta *Dipartimento di Scienze Otorinolaringoiatriche e **Istituto di Scienze Dermatologiche IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico, Milano


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Obiettivo. Con la presente ricerca gli Autori si sono proposti di valutare lo stato immunologico generale e locale di un gruppo di pazienti affetti da episodi flogistici recidivanti di cavità chirurgiche attico-antro-mastoidee, per stabilire se una possibile alterazione dei meccanismi immunitari di difesa fosse responsabile delle periodiche recidive e della resistenza alla terapia.
Metodi. Da una casistica di 97 pazienti affetti da sequele flogistiche ricorrenti di cavità chirurgiche attico-antro-mastoidee è stato separato un gruppo di 30 malati nei quali le pousses secretive erano particolarmente frequenti e difficili da debellare. Di ogni soggetto si è valutata la situazione immunitaria generale e le condizioni immunitarie locali per stabilire se eventuali deficit immunitari potessero interferire con i fattori microbici favorendo le recidive infiammatorie.
Risultati. La determinazione delle frazioni del complemento C3-C4 e il dosaggio delle immunoglobuline sono risultati normali in tutti i pazienti, ugualmente normale lo studio citofluorimetrico dei T-linfociti periferici. La risposta cutanea al multitest ha evidenziato 6 soggetti ipoergici e nessun anergico. Significativa è risultata la concordanza tra microorganismi isolati dalle secrezioni auricolari e ipersensibilità cellulo mediata agli antigeni testati. Test epicutanei per gli usuali farmaci otologici locali e per apteni comuni (serie standard GIRDCA) hanno rivelato solamente 3 pazienti sensibilizzati al cloramfenicolo. L’indagine immunoistochimica condotta sul tessuto di riepitelizzazione della cavità operatoria, prelevato biopticamente, ha dimostrato numerose cellule CD1 positive (cellule di Langerhans), infiltrazione perivascolare prevalentemente T-linfocitaria (CD3+), HLA-Dr a livello delle cellule di Langerhans, dei T-linfociti e delle cellule endoteliali del plesso dermico.
Conclusioni. I risultati ottenuti indicano che le sequele infiammatorie nei radicalizzati sembrano provenire da una di sereattività locale (sensibilità cellulo-mediata) in assenza di alterazioni immunologiche generali.

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