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ULTIMO FASCICOLOITALIAN JOURNAL OF VASCULAR AND ENDOVASCULAR SURGERY

Rivista di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare


Official Journal of the Italian Society of Vascular and Endovascular Surgery
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Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 2003 Dicembre;10(4):361-82

 ARTICOLI ORIGINALI

Ricostruzione del tratto venoso femoro-iliaco e della vena cava inferiore per patologia neoplastica

Caldarelli G. 1, Della Giovampaola C. 1, Zampieri F. 1, Salinitri G. 2, Caldarelli C. 1, Minervini R. 2

1 Vascular Surgery Section, II General Surgery Unit, Department of Surgery, University of Pisa, Pisa, Italy
2 Urology Unit, University of Pisa, Pisa, Italy

Obiettivo. Scopo di questo studio è valutare la fattibilità e la validità della ricostruzione venosa nel trattamento di neoplasie maligne che interessano le vene iliache e la cava inferiore.
Metodi. Sono stati studiati retrospettivamente 7 casi di interessamento neoplastico del tratto femoro-iliaco-cavale trattati con exeresi della neoplasia e ricostruzione protesica iliaca o cavale in un periodo di 10 anni (1991-2001). I tumori erano: 1 linfoma inguinale e pelvico, 1 neoplasia vescicale recidiva, 3 tumori retroperitoneali, 2 neoplasie del rene destro infiltranti la cava tutti con grading istologico elevato. Sono stati eseguiti 2 innesti femoro-iliaci, 3 ilio-iliaci con PTFE armato e 2 sostituzioni cavali con PTFE e Dacron. Non sono state praticate fistole artero-venose e non è stata praticata una anticoagulazione cronica. La pervietà protesica è stata valutata in tutti i pazienti con ecodoppler e in 1 caso con angio-TC e venografia.
Risultati. Nel periodo di studio c’è stato 1 decesso perioperatorio a 30 giorni. Dei restanti 6 pazienti uno solo è vivente a 12 mesi dall’intervento senza recidive o metastasi, mentre gli altri 5 sono deceduti per la malattia tumorale in un periodo di tempo tra gli 8 e i 30 mesi. Il tempo medio di sopravvivenza di questi pazienti è stato di 23 mesi. A 3 mesi tutte le protesi erano pervie; di esse 1 era parzialmente trombizzata ma conservando un flusso laminare è stata considerata pervia. A 6 mesi erano pervie 4 protesi su 6; a 12 mesi 3 su 5. La pervietà delle protesi di piccolo calibro (8-10 mm) è stata di 5 su 5 a 3 mesi, di 4 su 5 a 6 mesi e di 3 su 5 a12 mesi.
Conclusioni. Le ricostruzioni protesiche iliache anche se soggette a obliterazione tardiva sono valide nell’impedire l’ingorgo venoso e l’edema almeno nel primo periodo postoperatorio; la resezione e sostituzione cavale sopra e sotto renale consente un’exeresi completa del tumore ed evita l’insufficienza renale e l’edema degli arti inferiori. La breve spettanza di vita dei pazienti potrebbe migliorare selezionando soggetti con neoplasie di grado istologico meno elevato. Questi interventi dovrebbero essere valutati non solo con il parametro sopravvivenza, ma anche nell’ottica di una chirurgia palliativa.

lingua: Inglese, Italiano


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