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ULTIMO FASCICOLOITALIAN JOURNAL OF VASCULAR AND ENDOVASCULAR SURGERY

Rivista di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare

Official Journal of the Italian Society of Vascular and Endovascular Surgery
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus

Periodicità: Trimestrale

ISSN 1824-4777

Online ISSN 1827-1847

 

Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 2003 Dicembre;10(4):301-32

 REVIEWS

Profilassi delle infezioni protesiche primitive e secondarie in chirurgia vascolare. Review article

Pedrini L., Pisano E., Ballestrazzi M. S., Sensi L.

Vascular Surgery Operative Unit C.A. Pizzardi General Hospital, Bologna, Italy

L’infezione protesica in chirurgia vascolare è una complicanza con incidenza variabile dallo 0,2% all’8% in funzione della sede della ricostruzione, gravata da elevata mortalità (9-45%), morbidità e amputazione (0-60%). La sua prevenzione è stata perseguita sia con una modificazione dei comportamenti pre e intraoperatori e della tecnica chirurgica, sia con la profilassi antibiotica. Scopo di questa revisione è di verificare quali strumenti siano disponibili per ridurre le infezioni protesiche e quando utilizzarli. La ricerca bibliografica è stata estesa ben oltre i 10 anni precedenti, utilizzando numerosi database, i cui dati sono stati incrociati. Sono stati inoltre ricercati ed esaminati articoli inerenti riportati nelle pubblicazioni esaminate. Dai lavori è emerso che le infezioni protesiche si realizzano non solo in sala operatoria, ma anche nel periodo postoperatorio, sia immediato che nel follow-up; i germi più frequentemente responsabili sono lo stafilococco aureo e gli stafilococchi coagulase-negativi come l’epidermidis, con un impressionante recente aumento di stafilococco aureometicillino resistente (MRSA). L’incidenza di infezioni protesiche è risultata simile in molti report pur utilizzando differenti classi di antibiotici; contemporaneamente, con lo stesso antibiotico, sono riportate differenti incidenze di infezione, a testimonianza del ruolo delle differenze locali sulla patogenesi dell’infezione. La scelta dell’antibiotico deve essere guidata dalle infezioni individuate nei singoli centri; risulta comunque evidente che i protocolli proposti fino ad ora utilizzano antibiotici inefficaci da anni sui germi responsabili delle infezioni protesiche riportate. L’efficacia di una profilassi estesa ai primi giorni postoperatori nella riduzione dell’incidenza di infezione protesica e del sito chirurgico non ha evidenza nei pochi studi prospettici su campioni di piccole dimensioni, ma si può ipotizzare dalla minore incidenza di infezioni del sito chirurgico riportate nei campioni esaminati. In presenza di lesioni trofiche la profilassi antibiotica dovrebbe essere prolungata per la possibile infezione endogena evidenziata in numerosi studi. La tecnica chirurgica e la preparazione del paziente sono risultate molto importanti nella prevenzione delle infezioni di ferita, mentre il materiale protesico (PTFE e poliestere impregnato con antibiotici) sembrano ridurre l’incidenza di infezioni protesiche sia negli interventi primitivi che nei reinterventi per infezione. Le manovre invasive pre e postoperatorie e nel follow-up sono cause di batteriemie, con possibili infezioni protesiche evidenziate sperimentalmente; tali batteriemie giustificano le infezioni tardive. Nel trattamento delle infezioni protesiche viene confermata la necessità di prolungate somministrazioni antibiotiche pur non esistendo studi comparativi. In letteratura mancano studi prospettici con numerosità sufficienti per la scelta di un protocollo di terapia antibiotica per la profilassi dell’infezione protesica o per dimostrare i vantaggi della somministrazione prolungata, che può essere ipotizzata valutando l’inefficacia di antibiotici fortemente attivi con la profilassi breve, e la minor incidenza di infezioni del sito chirurgico con la somministrazione prolungata. Questo fenomeno richiederebbe una stratificazione dei rischi per patologie associate (ulcere, gangrene, diabete, ecc.) e per la sede operatoria. Mancano completamente studi sulla prevenzione delle infezioni tardive, esistenti invece per la valvole cardiache.

lingua: Inglese, Italiano


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