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ULTIMO FASCICOLOITALIAN JOURNAL OF VASCULAR AND ENDOVASCULAR SURGERY

Rivista di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare


Official Journal of the Italian Society of Vascular and Endovascular Surgery
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Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 2003 Settembre;10(3):281-90

 ARTICOLI ORIGINALI

Gli aneurismi dell’aorta addominale rotti. Qual è il corretto management? Nostra esperienza

Mastromarino A., Ventura M., Rivellini C., Saracino G., Spartera C.

Cattedra e Scuola di Specializzazione in Chirurgia Vascolare Università degli Studi di L’Aquila, L’Aquila

Obiettivo. La mortalità operatoria degli aneurismi rotti è, come è noto, ancora elevata. Abbiamo cercato di individuare nel nostro campione l’eventuale presenza di variabili predittive di morte al fine di orientare, qualora presenti, il nostro atteggiamento terapeutico.
Metodi. Abbiamo condotto uno studio retrospettivo sugli ultimi 200 aneurismi dell’aorta addominale. Di questi 31 (15,5%) sono stati operati in emergenza per rottura con segni di shock. La mortalità operatoria è risultata pari al 78% circa. È stata condotta un’analisi computerizzata della frequenza delle variabili risultate, in base ai dati della letteratura, significative quali variabili predittive di morte. Tali variabili le abbiamo individuate in: età, presenza di shock, arresto cardiaco preoperatorio, bassi valori di ematocrito, perdita di coscienza.
Risultati. Anche se il campione analizzato non è statisticamente rilevante, le variabili analizzate sono state riscontrate in quasi il 100% dei pazienti deceduti o in sala operatoria o nell’immediato periodo postoperatorio (30 ore in media). Al contrario nei pazienti sopravvissuti, tali variabili le abbiamo riscontrate in media nel 30% dei casi.
Conclusioni. In base ai dati ottenuti dall’analisi dei risultati della nostra esperienza, e dall’analisi dei dati della letteratura, abbiamo riscontrato che, qualora le variabili ritenute significative come predittori di morte coesistano nei pazienti affetti da rottura di un aneurisma dell’aorta addominale, la mortalità operatoria si approssima al 100%. Per cui, anche se a causa dell’esiguità del campione a disposizione non possiamo esprimere un giudizio definitivo, sarebbe possibile, in questi casi, valutare l’ipotesi di “non intervento”.

lingua: Inglese, Italiano


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