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ITALIAN JOURNAL OF VASCULAR AND ENDOVASCULAR SURGERY

Rivista di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare


Official Journal of the Italian Society of Vascular and Endovascular Surgery
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ARTICOLI ORIGINALI  


Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 2003 Giugno;10(2):111-20

lingua: Inglese, Italiano

Rivascolarizzazione endovascolare femoro-distale combinata con ricostruzione plastica con impiego di lembo libero nelle vaste ulcere ischemiche degli arti inferiori

Russo D. 1, Calcagni M. 2, Faglia E. 3, Pajardi G. 2, Gabrielli L. 1

1 UF Chirurgia Vascolare Policlinico Multimedica, Sesto San Giovanni (Milano)
2 UF Chirurgia Plastica Policlinico Multimedica, Sesto San Giovanni (Milano)
3 UF Medicina Policlinico Multimedica, Sesto San Giovanni (Milano)


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Obiettivo. I pazienti diabetici con ischemia critica d’arto e ampie lesioni trofiche sono nella maggior parte dei casi destinati ad andare incontro ad amputazione sotto o sopra genicolare. La tecnica combinata di rivascolarizzazione infrainguinale e plastico-ricostruttiva microchirurgica permette in casi selezionati il recupero di un arto funzionale da un punto di vista deambulatorio.
Metodi. Presentiamo in questo studio la nostra esperienza riguardante 3 pazienti diabetici con ampie lesioni trofiche degli arti inferiori trattati, nell’anno 2001, mediante rivascolarizzazione endovascolare femore-distale combinata con ricostruzione plastica mediante lembo libero. Per quanto riguarda le procedure di rivascolarizzazione, in 2 casi è stata eseguita una angioplastica transluminale percutanea a livello dell’asse tibiale e in 1 caso a livello femorale superficiale. Per quanto riguarda l’intervento plastico-ricostruttivo, si è trattato di una trasposizione di lembo libero muscolare coperto con innesti dermo-epidermici.
Risultati. In 2 pazienti si è ottenuto il salvataggio di un arto funzionale, mentre 1 paziente dopo 10 mesi è andato incontro ad amputazione sopra-genicolare per l’insorgenza di complicanze infettive locali.
Conclusioni. Tali risultati sono incoraggianti e in pazienti ben selezionati questa procedura può essere una valida alternativa all’amputazione. Tuttavia la complessità di tale approccio non riguarda il solo aspetto tecnico ma anche il periodo postoperatorio. Pertanto è necessaria una stretta collaborazione tra il chirurgo vascolare, il chirurgo plastico e l’internista nella pianificazione della strategia chirurgica e nella gestione del paziente.

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