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ITALIAN JOURNAL OF VASCULAR AND ENDOVASCULAR SURGERY

Rivista di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare


Official Journal of the Italian Society of Vascular and Endovascular Surgery
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ARTICOLI ORIGINALI  


Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 2003 March;10(1):67-75

Copyright © 2004 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Dissecazioni spontanee dell’arteria carotide. A proposito di 10 casi

Adorni A., Busi N., Adorni An., Sianesi M.

Istituto di Clinica Chirurgica Generale e dei Trapianti d’Organo Università degli Studi di Parma, Parma


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Obiettivo. Valutazione dell’evoluzione a lungo termine della dissecazione carotidea.
Metodi. Casistica retrospettiva con follow-up medio di 5,5 mesi (1-10 mesi) osservata presso l’Istituto di Clinica Chirurgica Generale e dei Trapianti d’Organo dell’Università di Parma. Dieci pazienti (8 di sesso maschile e 2 di sesso femminile, con età media di 50 anni) ricoverati d’urgenza con sintomatologia neurologica acuta e diagnosi di dissecazione spontanea a carico di un’arteria carotide extracranica basata su esame eco color-Doppler ed angiografia dei tronchi sovraortici. È stata instaurata in 9 pazienti terapia esclusivamente medica (5 solo antiaggreganti, 2 solo anticoagulanti e 2 entrambi i regimi terapeutici), riservando per 1 solo paziente il trattamento chirurgico. Nel corso del follow-up si è valutata la regressione o meno della sintomatologia neurologica e l’evoluzione delle lesioni mediante studio flussimetrico ed angiografico.
Risultati. Al termine del follow-up 1 paziente trattato con sola terapia antiaggregante ha avuto sequele neurologiche, pur in presenza di una completa ricanalizzazione vascolare dopo 8 mesi; l’unico paziente sottoposto ad intervento chirurgico ha manifestato un’occlusione completa dopo 4 mesi con persistenza dei deficit neurologici. Tutti gli altri pazienti sono neurologicamente guariti.
Conclusioni. Pur nell’esigua casistica da noi osservata, in accordo con la Letteratura, i dati che emergono favoriscono il concetto di non praticare interventi invasivi in questa patologia favorendo solo la terapia medica, la quale deve essere protratta a lungo e con stretta osservazione dei pazienti.

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