Home > Riviste > Italian Journal of Vascular and Endovascular Surgery > Fascicoli precedenti > Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 2002 December;9(4) > Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 2002 December;9(4):357-67

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

ITALIAN JOURNAL OF VASCULAR AND ENDOVASCULAR SURGERY

Rivista di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare


Official Journal of the Italian Society of Vascular and Endovascular Surgery
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Emerging Sources Citation Index, Scopus


eTOC

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 2002 December;9(4):357-67

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Studio comparativo prospettico di due sistemi di protezione cerebrale nell’angioplastica e stenting carotideo

Grego F. 1, Frigatti P. 1, Amistà P. 2, Lepidi S. 1, Antonello M. 1, Carollo C. 2, Deriu G. P. 1

1 Vascular Surgery Clinic, Padua University, Padua 2 Neuroradiology Service, Padua Hospital, Padua


PDF  


Introduzione. La protezione cerebrale durante il trattamento endovascolare delle stenosi carotidee, sembra essere un valido metodo di prevenzione delle complicanze neurologiche secondarie a microembolizzazione. Scopo del presente lavoro è stato quello di confrontare due sistemi di protezione, uno a palloncino (Percusurge — gruppo A) e l’altro a filtro (Angioguard —gruppo B) durante l’angioplastica e stenting carotideo (ACS).
Metodi. Dal settembre 1999 al febbraio 2001, 26 pazienti sono stati sottoposti, presso la Sezione Endovascolare della Clinica di Chirurgia Vascolare dell’Università di Padova, ad intervento di ACS per stenosi carotidea sintomatica, secondo precise indicazioni. Il sistema di protezione cerebrale (SPC) è stato scelto in maniera alternativa, arruolando in tal modo 13 pazienti nel gruppo A (Percusurge) e 13 nel gruppo B (Angioguard). Sono stati quindi analizzati i risultati immediati in termini di mortalità e morbilità, neurologica e non, le alterazioni elettroencefalografiche ed elettrocardiografiche in corso di ACS, le variazioni di calibro dell’arteria carotide interna (ACI) distale nel corso dell’ACS e, successivamente a questa, le caratteristiche macroscopiche e istologiche dei frammenti catturati dai SPC. Infine è stata fatta una valutazione qualitativa dei singoli SPC. I fattori per i quali non è stata possibile una valutazione analitica, sono stati classificati secondo una scala progressiva qualitativa, con punteggio da 0 a 5.
Risultati. Per quanto concerne i risultati immediati la RNCR (Relevant Neurologic Complication Rate = stroke, TIA) è risultata nulla. Quattro pazienti, 3 del gruppo A ed 1 del gruppo B hanno avuto al risveglio un obnubilamento del sensorio caratterizzato da uno stato confusionale che si è protratto per circa 3-4 ore nell’immediato postoperatorio. I sistemi di protezione hanno consentito la cattura di materiale microembolico in 7 pazienti (4 A, e 3 B). Il tempo medio di utilizzo dei SPC dall’inizio della procedura alla rimozione del sistema è stato di 46 min per il gruppo A contro i 36 del gruppo B. Nel primo paziente del gruppo A si è verificata la completa occlusione della ACI dopo il posizionamento dello stent e per questo la procedura è stata immediatamente convertita, con pieno successo, in endarterectomia carotidea (EA) (shunting + patch).
Conclusioni. I risultati di questo studio mostrano che i SPC sono sicuri ed efficaci nel bloccare il materiale embolico rilasciato durante l’ACS. Sono stati rilevati aspetti negativi specifici per ogni sistema e comuni ad entrambi. I sistemi esaminati non possono essere considerati ancora sistemi ideali, specialmente per quel che riguarda semplicità, efficacia, affidabilità e, non ultimo, facilità d’utilizzo. Uno sviluppo tecnologico è auspicabile per rendere i SPC idonei ad un utilizzo routinario in corso di ACS.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail