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ITALIAN JOURNAL OF VASCULAR AND ENDOVASCULAR SURGERY

Rivista di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare


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ARTICOLI ORIGINALI  


Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 2002 December;9(4):347-55

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Angioplastica-stenting percutanea e brachiterapia intravascolare ad alto rateo di dose nel distretto femoro-popliteo

Boselli G. 1, Benincasa A. 1, Lò G. 1, Casali G. 1, Tusini N. 1, Vecchiati E. 1, Armaroli L. 2

1 Unit of Vascular Surgery
2 Unit of Radiotherapy Azienda Osped­a­liera A.S.M.N., ­Reggio ­Emilia


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Obiettivo. La restenosi rappresenta uno dei problemi aperti relativamente al consolidamento nel medio-lungo termine dei risultati del trattamento endovascolare della malattia ostruttiva delle coronarie e delle arterie periferiche. La risposta vascolare all’angioplastica-stenting, caratterizzata da proliferazione cellulare liscia e formazione di neointima, porta alla restenosi-ostruzione nel 40% dei casi nel distretto femoro-popliteo. Gli effetti delle radiazioni ionizzanti sulla proliferazione cellulare sono noti da tempo e recentemente sono stati applicati in campo endovascolare. Riportiamo la nostra esperienza nell’applicazione della brachiterapia intravascolare con 192Ir ad elevato rateo di dose.
Metodi. Dal giugno 1999 al settembre 2001 abbiamo trattato 24 ostruzioni uniche o multiple e 21 stenosi del distretto femoro-popliteo in 45 pazienti non random. Venti di questi erano classificati nello stadio 3-4 di Fontaine e 21 nello stadio 2b. Le procedure sono state immediatamente seguite da ivrt-hdr con 192Ir, a 1400 cGy.
Risultati. Il successo immediato è stato del 95% e la mortalità e morbilità perioperatorie nulle. La pervietà globale a 30 mesi è stata dell’80,5%, contro il 72% di un’analoga serie nello stesso periodo senza trattamento radioterapico.
Conclusioni. L’esperienza dimostra la fattibilità, la sicurezza e la ridotta invasività della procedura. I risultati ottenuti in termini di pervietà globale sembrano essere migliori a seguito del trattamento brachiterapico. Ulteriori studi sono necessari per verificare la reale efficacia del trattamento nel prevenire la restenosi.

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