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ITALIAN JOURNAL OF VASCULAR AND ENDOVASCULAR SURGERY

Rivista di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare


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ARTICOLI ORIGINALI  


Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 2002 September;9(3):257-67

lingua: Inglese, Italiano

È giustificata la chirurgia arteriosa ricostruttiva per il salvataggio d’arto negli ottuagenari?

Grego F., Lepidi S., Milite D., Cognolato D., Frigatti P., Morelli I., Deriu G. P.

Vascular Surgery Clinic, Padua University, Padua


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Obiettivo. La rivascolarizzazione femoro-distale nell’ottuagenario costituisce ancora motivo di discussione. Il rischio peroperatorio in questi pazienti sembrerebbe essere più alto per la coesistenza di più patologie. Scopo del presente lavoro è stato di valutare in un’analisi retrospettiva il ruolo della rivascolarizzazione femoro-distale nell’ottuagenario, comparandone i risultati con quelli ottenuti nei soggetti di età inferiore.
Metodi. Nel periodo gennaio 1990 dicembre 1999, sono stati confezionati presso la Clinica di Chirurgia Vascolare dell’Università di Padova, 240 bypass femoro-distali, con anastomosi distale al 1/3 inferiore di gamba, per dolori a riposo e/o lesioni trofiche e/o gangrena: 43 in pazienti di età uguale o superiore ad anni 80 (gruppo B) e 197 in pazienti età inferiore (gruppo A). Sono stati quindi valutati nei 2 gruppi i seguenti parametri: mortalità postoperatoria, mortalità a distanza, materiale usato, sede dell’anastomosi distale, percentuale a breve ed a lungo termine della pervietà cumulativa e del salvataggio d’arto.
Risultati. La mortalità postoperatoria è stata del 2% (4 pazienti) per il gruppo A e del 6% (3 pazienti) per il gruppo B. La pervietà primaria immediata (30 giorni) è risultata sovrapponibile per entrambi i gruppi (82%) ed il tasso di salvataggio d’arto non ha presentato differenze statisticamente significative (90% gruppo A, 87% gruppo B.) Nel follow-up a distanza, fatta salva la minore aspettativa di vita a 5 anni per i pazienti del gruppo B (42 contro il 63% del gruppo A), non si è rilevata differenza statisticamente significativa per quanto riguarda la pervietà cumulativa a 5 anni, pari al 34% per entrambi i gruppi. Non si è verificata differenza tra i 2 gruppi, nel tasso di salvataggio d’arto a 5 anni, pari al 40% per entrambi.
Conclusioni. La rivascolarizzazione femoro-distale si presenta come l’unico trattamento terapeutico in grado di salvare l’arto, nei pazienti ottuagenari affetti da ischemia critica degli arti inferiori (III e IV stadio) renittenti a qualsiasi altra terapia proponibile. L’analisi dei risultati ottenuti nella nostra esperienza è incoraggiante ed evidenzia come non vi sia alcuna differenza se non in termini di aspettanza di vita, tra le rivascolarizzazioni femoro-distali degli ottuagenari, rispetto a quelle in pazienti di età inferiore.

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