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ITALIAN JOURNAL OF VASCULAR AND ENDOVASCULAR SURGERY

Rivista di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare


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Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 2002 June;9(2):149-59

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Impianto diretto di stent nel distretto iliaco. Risultati a medio e lungo termine

Zennaro M., Zanchetta M., Pedon L., Rigatelli G., Faresin F., Ronsivalle S., Maiolino P.

From the Department of Cardiovascular Diseases Hospital of Cittadella, Cittadella (Padova)


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Obiettivo. Valutare la fattibilità dell’impianto diretto di stent (senza predilatazione), nel distretto iliaco e definire la prognosi a lungo termine per questa procedura.
Metodi. Tra maggio 1996 e settembre 2000, abbiamo eseguito 154 procedure di impianto diretto di stent in 116 pazienti. Abbiamo utilizzato la procedura suggerita da Richter e descritta da Dorros e Mathiak. Con questa metodica abbiamo posizionato 154 stent nel distretto iliaco dei pazienti oggetto dello studio: 121 stent di Palmaz espandibili con pallone, 31 stent autoespandibili (15 Wallstent, 12 Symphony, 2 Sinus stent e 2 Memotherm), 1 Intrastent, 1 Passager, 1 Perflex e 1 AVE stent. Il tasso di pervietà a lungo termine è stato valutato mediante eco color-Doppler ed angiografia.
Risultati. Il successo procedurale e clinico immediato si è avuto in tutti i pazienti. Le curve attuariali hanno dimostrato un tasso di pervietà primaria a 4 anni del 96,7% e di pervietà secondaria del 98%. Nessun fattore di rischio cardiovascolare, né altre variabili indipendenti si sono mostrate statisticamente significative nel predire il successo della procedura. Inoltre, in accordo con i dati della letteratura, non abbiamo evidenziato differenze nella percentuale di successo procedurale tra arterie iliache comuni (n=89) ed iliache esterne (n=65), né tra stenosi (n=142) ed occlusioni (n=12).
Conclusioni. L’applicazione diretta dello stent nel distretto iliaco rappresenta una procedura sicura ed efficace, in grado di garantire un tasso di pervietà a distanza più favorevole della sola angioplastica e forse superiore alla ricostruzione anatomica diretta, sia per quanto riguarda le lesioni stenosanti, che quelle occlusive. Riteniamo inoltre che, se adeguatamente programmato, lo stenting primario dell’asse iliaco permetta di trattare la gran parte delle lesioni in questo distretto con una vantaggiosa ricaduta sui costi e sui tempi della procedura.

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