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ITALIAN JOURNAL OF VASCULAR AND ENDOVASCULAR SURGERY

Rivista di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare


Official Journal of the Italian Society of Vascular and Endovascular Surgery
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ARTICOLI ORIGINALI  


Giornale Italiano di Chirurgia Vascolare 2002 Giugno;9(2):139-47

lingua: Inglese, Italiano

Carotid surgery without angiography. Six years’ experience

Mirenda F., La Spada M., Mandolfino T., D’Alfonso M., De Caridi G., Stilo F., Spinelli F.

From the Institute of Thoracic and Cardiovascular Surgery University of Messina - Messina Vascular Surgery Department “Gaetano Martino” Policlinic Messina University Hospital - Messina


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Obiettivo. Scopo del lavoro è valutare l’efficacia e l’affidabilità del protocollo diagnostico preoperatorio non invasivo in chirurgia carotidea, alla luce degli attuali orientamenti in tal senso. Questo studio è basato sul confronto tra i nostri dati attuali con quelli ottenuti in un nostro precedente lavoro del 1997.
Metodi. Da gennaio 1997 a dicembre 2000, sono stati eseguiti 421 interventi chirurgici di rivascolarizzazione cerebrale in 387 pazienti di età compresa tra 42 e 86 anni (età media 69 anni). Le indicazioni all’intervento sono state in percentuale: TIA nel 54,87% dei casi, stroke nel 13,06% dei casi, amaurosi transitoria nel 12,12% dei casi, stenosi emodinamicamente significativa (>70%) in pazienti asintomatici nel 19,95% dei casi. In 39 casi (9,26%) è stata posta indicazione in urgenza: in 15 casi per TIA crescendo, in 5 casi per stroke in evolution e in 19 casi per deficit neurologico instabile. Tutti i pazienti sono stati sottoposti al seguente protocollo diagnostico: a) esame Doppler C.W.; b) esame eco color-Doppler; c) esame TC del cranio. Abbiamo valutato: 1) entità della stenosi mediante misurazione del picco di velocità sistolica (PSV) e della velocità finale diastolica (EDV), 2) presenza di trombo fresco, 3) presenza di ulcerazioni e/o escavazioni, 4) estensione dell’ateroma, 5) corrispondenza tra entità della stenosi e flusso sull’arteria oftalmica. Sono stati sottoposti ad esame angiografico mediante DSA 36 pazienti (8,55%).
Risultati. I risultati ottenuti non dimostrano sostanziali differenze per quanto riguarda la morbilità e la mortalità intra- e peroperatoria utilizzando i differenti protocolli diagnostici.
Conclusioni. In conclusione, riteniamo che l’utilizzo dell’angiografia debba oramai essere limitato a casi selezionati nei quali, comunque, possano sussistere dubbi interpretativi nel protocollo diagnostico non invasivo. Ciò ha consentito una notevole diminuzione dei costi e dei tempi di degenza.

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